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Serie TV

Elogio a BoJack Horseman

Elogio a BoJack Horseman My rating: 5 out of 5

“Beh, che vuoi farci? La vita fa schifo e poi si muore, giusto?”
“A volte. A volte la vita fa schifo ma si continua a vivere…”

“È davvero una bella serata, vero?”
“Sì. È piacevole”

Si chiude così una delle serie più belle di sempre: con un dialogo che racchiude tutta l’essenza di un meraviglioso BoJack Horseman. Oggi è sabato 1 febbraio, ed è un giorno triste. Oggi abbiamo perso un amico, e potremo sentire le sue pacche sulle spalle solo più attraverso delle emozioni già vissute. Non poteva chiudersi meglio la stagione 6, l’ultima e sofferta stagione. Sofferta perché vissuta fin dall’inizio come la fine. Sofferta perché vissuta fin dall’inizio con la paura della fine. “BoJack muore”, “Ma no! Non possono farlo morire!”, “Metterà la testa a posto e sarà felice grazie anche alla vicinanza di Hollyhook”.

PERCHÉ BOJACK HORSEMAN È UNA SERIE IMPORTANTE

BoJack Horseman è una serie pronta ad essere consacrata come una delle più importanti degli ultimi anni. Sì, esistono i cartoni per adulti. Ma nessuno, e dico nessuno, racconta quello che ci ha raccontato Waksberg. BoJack ha dato voce a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, sono stati come lui. Ha dato un volto a tutti noi, anime disperse in un mondo che troppe volte ci sembra vuoto. Noi che ci riempiamo la testa di domande senza trovare mai una risposta e che, grazie a lui, ci siamo sentiti meno soli. È in lui che possiamo riporre i nostri momenti bui. Con lui è stato creato un capro espiatorio dentro al quale poterci riparare quando tutto fuori ci sembra oscuro, quando le nuvole coprono il cielo dei nostri orizzonti ed altro non possiamo fare che aspettare il calore del prossimo sole. BoJack è nato perché, quasi sicuramente, l’autore ha capito il bisogno di avere una figura come la sua per renderci un po’ più dolce la caduta nel baratro in certi momenti della vita. Una vita amara, difficile, a volte insormontabile, ma all’interno della quale possiamo solo vivere.

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STAGIONE 6 PARTE 2

Qualsiasi cosa vi aspettiate da quest’ultima parte della stagione 6 verrete accontentati. C’è tutto. Ancora una volta, per l’ultima volta, quando tutto sembra troppo perfetto per mantenere certi standard, ecco che questi ultimi vengono alzati ancora di più. Aveva cominciato la stagione 4 con The Old Sugarman Place a far tremare qualsiasi aspettativa per il futuro. Più di così non si poteva fare. Poi ci ha pensato Free Churro, nella stagione 5. Adesso è The View from Halfway Down a incorniciare una serie che non ha avuto cali di qualità, e che non ne potrà più avere. Perché Netflix (non gli autori, sottolineiamo) sarà anche stata stronza a stroncare la serie, ma gli autori geniali a non buttare tutto in vacca. Sarebbe stato facile chiudere baracca e burattini, far morire il protagonista in una situazione improbabile, organizzargli il funerale e tanti saluti. Sarebbe stato facile anche far svegliare BoJack nel cuore della notte e dirci che è stato tutto un sogno. È invece chiaro come, una volta appresa la notizia, armati di amarezza e genialità gli autori abbiano preso in mano le redini delle vite di personaggi che ancora avevano tanto da dire e li abbiano accompagnati verso la fine nel modo più bello e dignitoso possibile. Con un rispetto per i protagonisti e per i loro spettatori degno di chi fa quello che fa con amore. Perché trapassa anche questo: quanto amore, quanta passione, quanta vita vissuta c’è dietro a questo cartone animato. 

NETFLIX CANCELLA BOJACK HORSEMAN: GENI O MOSTRI SENZA CUORE?

Non nascondo di avere odiato profondamente Netflix, come tutti i fans della serie, quando gli autori hanno comunicato che la fine di BoJack Horseman è stata causata da una volontà della piattaforma. Ci sono due modi di vedere la cosa: casa Netflix ha lo stesso tatto di una ghigliottina oppure è un covo di geni che, proprio perché al culmine, stroncano una delle loro serie di maggior successo per non vederla declinare. Scelta difficile ma coraggiosa, se questo fosse stato effettivamente questo (pensiamola così dai…).

Tuttavia si avverte l’imposizione. L’ultima parte della sesta stagione è meravigliosa, ma veloce. Che peccato non vedere svilupparsi le vite di alcuni personaggi che, quasi improvvisamente, nell’ultima puntata troviamo realizzati. Conseguentemente anche il finale risente di questa mossa. Tuttavia racchiudere un intero armadio in una valigia non è facile, e gli autori hanno fatto davvero il meglio per concludere questa perla. Non immagino la difficoltà di soffocare un mondo che aveva ancora tanto da dire senza deformarlo, eppure missione compiuta. BoJack inizia e finisce in una maniera impeccabile, perfetta. Un perfetto canto del cigno che lascia, in noi che lo abbiamo amato, un grande amico. Grazie BoJack, di tutto.

Addio.

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Article written by:

Andrea Bruno

Classe 1996, musicista ed appassionato di cinema diffida dagli eccessi di felicità che molto spesso nascondo l'esatto opposto. Nostalgico amante del jazz e della filosofia (colonne portanti del suo progetto cantautorale come Andrea Millais), trova nel cinema la possibilità, per ognuno, di rispecchiarsi dentro a personaggi di film o serie tv al fine di alleviare quel frustrante senso di solitudine a cui ogni essere umano può essere soggetto.

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