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Game of Thrones 8×04: abbiamo messo la freccia verso l’uscita

Game of Thrones 8×04: abbiamo messo la freccia verso l’uscita My rating: 3 out of 5

Game of Thrones si avvicina sempre più alla fine e noi siamo sempre qui per raccontarvelo. Per chi si fosse perso le puntate precedenti eccovi i link:

8×01

8×02

8×03


Attenzione, perché da qui in avanti è tutto un fuoco di fila di spoiler!


Game of Thrones

Troppo alcol in circolo

In un universo parallelo in cui Benioff e Weiss non hanno deciso di mandare a puttane Game of Thrones, sarebbe bello immaginare che questo sia un ipotetico primo episodio dell’ottava stagione di Game of Thrones. Qualcosa che all’inizio si prende il suo tempo e poi ci precipita nell’azione.

A molti di noi piacerebbe.

Saremmo sempre qui a far notare i difetti (alcuni enormi), ma perlomeno avremo la pancia mezza piena, al contrario di quelle due palle mortali della 8×01 e 8×02, oltre che dello scempio fatto nella 8×03. Ma visto che viviamo nell’universo nostro e che non c’è Doctor Strange a scombinare i multiversi dobbiamo rassegnarci: è così signori, perché menarla otto stagioni con ‘sti minchia di Estranei e poi seccarli in 80 miseri (e bui) minuti è da infami, oltre che anti-narrativo, alla faccia di chi ha additato The Long Night come “il miglior episodio di tutti i tempi di una serie tv”.

Ma non stiamo a piangere sui Night King accoltellati e passiamo oltre.

The Last of Starks si apre con la prevedibilissima cerimonia funebre in onore dei (pochissimi! ma non erano centinaia di miliardi?) caduti nella battaglia, altrimenti detto “Il barbecue mortuario”. Dopo aver bruciato i cadaveri a scanso di ipotetici futuri occhi blu (volesse R’hllor!), si passa all’apericena di Grande Inverno con open bar: nella sala dei Lord va in scena un lunghissimo susseguirsi di occhiate languide, patetiche partite di “Hai mai…?” (a casa mia il calice si vuota a ogni turno, non sorbendo quei micro-sorsini), gare di versamento di birra (stravinte da Tormund) e un duello singolar tenzone tra Sansa e Daenerys a chi c’ha più la scopa in culo.

Questa lunghissima sequenza serve a farci capire sostanzialmente poche cose, tutte molto prevedibili:

  • A Sansa sta sul culo Daenerys (si sapeva)
  • A Daenerys, oltre a starle sul culo Sansa, sta sul culo anche che Jon possa pretendere il trono (si sapeva)
  • La figa non è una priorità del Mastino (forse era troppo focosa la signorina?… ok, battutaccia)
  • Jaime e Brienne faranno quello che è bello fare da Trieste in giù (erano qualche tot di stagioni che si sapeva
  • A Grande Inverno le signorine sono calde (questa in effetti è una novità)

Frecciate e balestre inopportune

Dopo la seconda Lunga Notte (quasi quasi era preferibile la prima) si torna alle cose serie: Daenerys chiede a Jon di tenersi il segreto della sua nascita per non gettare un’ombra sulla sua pretesa alla sedia di ferro. Jon, nonostante di diventare re non ne voglia sapere, le fa capire che il Grillo Parlante l’ha convinto di nuovo a seguire la sua moralona dei miei stivali e, nonostante la khaleesi provi a ficcare in mano allo Snow una copia del Principe di Machiavelli, lui sente di dover correre a spifferare tutto alle sorelline le quali, dopo aver giurato giurin giurello che non diranno niente a nessuno, gli fanno capire che o famo a modo nostro o qui le cose andranno per il verso sbagliato.

Chiaramente andranno per il verso sbagliato.

Infatti tre scene dopo Sansa torna in versione ciatella e rivela tutto a Tyrion (in una scena che non vediamo), mentre Arya fa diti medi a tutti e parte per Approdo del Re col Mastino. Lo stesso Tyrion (dopo aver comunicato il segreto di Jon a Varys in un’altra scena che non vediamo) si interroga con l’eunuco su chi tra i due Targaryen potrebbe essere il best re forevah.

Notato quante volte ho detto che le cose importanti non le vediamo mentre quelle superflue ce le propinano a manetta?

Game of Thrones

Ecco, di questa ottava stagione – oltre alla faccia di Tormund dopo aver scoperto che Brienne subisce più il fascino dell’upper class che del sottoproletariato – per ora vorrei ricordarmi solo di questa magnifica discussione tra Tyrion e Varys, i due vecchi marionettisti, che discutono e valutano Jon e Daenerys come delle loro marionette.

Seguono alcune altre cose molto a caso:

  • Bronn arriva dal nulla, non visto da nessuno, con una balestra degna del look di Sfera Ebbasta, ricatta i due fratelli Lannister colti di sorpresa come polli, fa sanguinare il naso a Tyrion, strappa la promessa di ricevere Alto Giardino e se ne va, non visto da nessuno, sparendo nel nulla, sempre con la balestra degna di Sfera Ebbasta
  • Daenerys, volata nel frattempo verso Roccia del Drago, si distrae un attimo e non si accorge dell’intera flotta di Euron Greyjoy armata di balestroni semi-automatici che le riducono Rhaegal a una specie di spiedino Amadori (ciao Rhaegal, ti ricorderemo come il drago che è stato ammazzato a caso per riequilibrare le forze in campo e per tagliare un po’ sulla CGI) e le falciano la flotta, oltre che a determinare la cattura di Missandei. Se l’attacco di Pearl Harbor ha un rovescio, la figurademmerda di Dany & co. è questo rovescio

Sia lode a Cersei

Già, sia lode a lei. Perché se questa serie ha ancora motivo di essere guardata è soprattutto grazie a Cersei, al fatto che è in sella da otto lunghe stagioni, nonostante le abbiano ammazzato chiunque avesse di caro, nonostante il tradimento di Jaime, i draghi, i non-morti (p.s. alla fine sulla faccenda Estranei aveva ragione lei: lasciamo che si ammazzino tra loro e io penso ai sopravvissuti), camminate della vergogna eccetera eccetera.

Cersei, che per quel poco che la si vede e per quelle tre cose che dice e fa riesce per qualche minuto a non farti rimpiangere il Night King.

È commovente il tentativo di Tyrion di farle cambiare idea. Ma visto che il nostro amico nano sembra ormai non azzeccarne manco più una, è palese quale fine farà la povera Missandei sotto gli occhi del suo Verme Grigio: falciata dallo spadone della Montagna.

Le premesse per una guerra che riempirà le strade di Approdo del Re di cenere e cadaveri abbrustoliti ci sono tutte nello sguardo di Daenerys, mentre torna al suo accampamento.

Che dire?

Facendo le dovute somme e sottrazioni la puntata alla fine è buona, di sicuro non alle altezze vertiginose alle quali la serie ci ha abituati in passato, ma da qualche parte l’aria di quel vecchio Game of Thrones fatto di personaggi e realismo, di buoni poco buoni e cattivi non così cattivi c’è ancora, si sente. Si sente nelle nubi minacciose sopra lo sguardo ferito di Sansa, nelle battute al vetriolo tra Tyrion e Bronn (posto che la scena in sé è veramente woddaffac) o tra i filosofeggiamenti tra lo stesso Tyrion e Varys, c’è nella spada di Gregor Clegane che spazza via Missandei come lo stelo di un fiore. C’è, ma è soffocata da tante cose che speravamo di non vedere: cazzatine evitabili, tante cazzatine evitabili, ed errori madornali come quello di far fuori il Night King, colui che doveva essere il vero villain della storia, in 80 minuti malcontati.

C’è possibilità di redenzione e di una degna conclusione per Game of Thrones dopo The Long Night?

In questo quarto episodio, insieme a tante cose che non vanno, ci sono anche pallide speranze per il futuro. Speriamo che non vengano deluse nelle tre ore scarse che ci rimangono di questa serie che ci ha fatti sognare per anni.

Non ce lo meritiamo noi, ma non se lo merita nemmeno Westeros.


Per leggere le nostre recensioni ripassate a trovarci e andate a fare una visita anche ai nostri amici di Game of Thrones Italia

Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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