His Dark Materials
Serie TV

His Dark Materials ep. 5 e 6: tinte horror, quasi quanto il doppiaggio

His Dark Materials ep. 5 e 6: tinte horror, quasi quanto il doppiaggio My rating: 4 out of 5

Will Parry!

Non me l’aspettavo. Will Parry è, assieme a Lyra, l’altro giovane protagonista della saga His Dark Materials, ma nei libri compare soltanto all’inizio del secondo volume, La lama sottile.

Quindi abbiamo un nuovo capitolo dell’appuntamento ormai settimanale con “cose che la serie ci tiene proprio tantissimo a farti sapere in anticipo”.

Stavolta, però, nei due episodi andati in prima tv italiana mercoledì scorso, abbiamo anche una novità: due eventi molto importanti sembrano scambiarsi di posizione, con grosse conseguenze nella trama. Sono curiosa, adesso, di vedere se a questo punto la narrazione tornerà comunque sui binari originari o prenderà un’altra strada.

Ho però il dubbio che questa licenza si debba, in questo caso, alla schedule di James McAvoy: abbiamo più o meno capito che lui è sotto contratto per apparire nel primo episodio e negli ultimi (se non anche il solo ultimo), quindi ho l’impressione che spostare la parte dedicata a Lord Asriel si sia rivelata una necessità più che una scelta artistica.

No ma James, quando vuoi, fai pure con calma.

His Dark Materials

Ho amato molte cose in questi due episodi. Primo fra tutti, la resa nella scenografia, fotografia e negli effetti visivi: siamo a livelli altissimi. Mi rimangio tutto ciò che ho detto nella recensione del primo episodio: qua non si lesina affatto nei mezzi. La corsa sulla neve di Lyra in sella all’orso Yorek è addirittura fatta meglio che nella versione cinematografica (dove la ragazzina appariva vistosamente finta e legnosa, al confronto).

Ok che il film La Bussola d’Oro è dell’ormai lontano 2007 e per forza di cose ha effetti speciali più datati, però non si può trascurare che quello era un film di due ore, His Dark Materials invece è una serie per la tv di 8 episodi. Quindi un tale dispendio di budget ha comunque dello straordinario.

Ho amato la resa della strega, Serafina Pekkala, molto più originale che nel film – dove era stata rappresentata secondo stilemi più classici. Qua invece sembra un vero e proprio spirito della natura, misterioso, magnifico e persino sinistro, inumano. Comunica a pelle come, nonostante il suo giovane aspetto, sia una creatura antica e di grande potere. Molto efficace.

Il ritmo nei due episodi cresce esponenzialmente e vengono caricati gli aspetti angoscianti, fino ad assumere pennellate horror. Se l’episodio 5 è ancora ambientato in spazi aperti, la puntata 6 sembra un vero e proprio escape movie in un’atmosfera claustrofobica.

His Dark Materials

Da qui in poi, leggete solo se siete in pari con la visione.

Ho trovato molto commovente la morte di Billy Costa, sebbene fosse un personaggio che quasi non conoscevamo. Qualcosa di cui devo rendere merito alla serie è trasmettere il profondo senso di “violazione” e crudeltà nel separare un bambino dal suo daimon. Che è esattamente la rappresentazione di come apparirebbe un essere umano senza la sua anima. Diviene un guscio vuoto e ubbidiente, privo del libero arbitrio. Una sorta di lobotomia che, al fine di purificare e perfezionare la specie, priva completamente di tutto ciò che rende umani.

Ed è proprio quello che sembra volere la controparte della Chiesa Cattolica di questo mondo, il Magisterium. Strano, no? Chi l’avrebbe mai detto. L’intercisione – la malvagia operazione ottenuta attraverso una sorta di ghigliottina ipertecnologica – che gli Ingoiatori capitanati dalla Signora Coulter praticano sui bambini allo stesso tempo evoca gli esperimenti di Goebbels e la Sacra Inquisizione: immaginatevi i nazisti che trovano un modo per rimuovere dalle persone il “peccato originale” – in pratica, la capacità di scegliere – ed avrete un quadro corretto della faccenda.

Lyra e la Signora Coulter hanno, nella serie, una dinamica avvicinabile a quella di Luke e Darth Vader. C’è un attaccamento reale che le lega in quanto madre e figlia, ma allo stesso tempo sono l’eroina della storia e la sua nemesi da battere. In questo caso, la debolezza della Coulter è non rendersi conto che la figlia è dotata della sua stessa intelligenza e resilienza: è proprio ciò che voleva all’inizio, una piccola versione di sé, ma non nel modo che sperava. E infatti Lyra – sempre più brava la giovane attrice – diventa, piano piano, proprio una specie di supereroina. Sia per il superpotere effettivo che ha in dotazione, la capacità apparentemente innata di leggere l’aletiometro e quindi stare sempre un passo avanti ai suoi avversari, sia grazie al suo intelletto.

Dicevamo: inframezzato alle vicende di Lyra al nord, nel mondo dove convivono umani e daimon, cominciamo a veder dipanarsi il destino di un altro ragazzo, Will Parry. Senza alcun daimon, perché… vive nel nostro mondo. Suo padre è scomparso a nord quando era molto piccolo, evento dopo il quale sua madre è uscita di senno… o forse no. Per ora non si sa ancora molto di lui e sua madre, se non che nella serie His Dark Materials vediamo già da subito il volto di suo padre, interpretato per altro dall’attore Andrew Scott.

Avete presente il Moriarty della serie Sherlock? Proprio lui.

 His Dark Materials:Momento denuncia sociale

Devo aprire una parentesi e segnalare un’assurdità assoluta dell’adattamento italiano.

Nel mondo di Lyra, quasi tutti i daimon sono del sesso opposto rispetto all’umano cui sono legati. È quasi una regola. Esistono eccezioni, ma sicuramente Lee Scoresby, l’aeronauta interpretato da Lin-Manuel Miranda, non è una di esse.

Il suo daimon è una lepre e si chiama Hester.

Mi spiegate perché, esattamente, in italiano la sua povera daimon ha una voce maschile? No, non intendo una voce di donna dal timbro androgino e profondo, ma proprio un doppiatore uomo.

L’errore è nostro, ho controllato. In inglese, la sua voce è – come corretto – prestata da una doppiatrice femmina.

Se è un errore di distrazione è parecchio grossolano – HESTER, ripeto -, se c’è qualche ragione capziosa dietro questa scelta ha ancora meno senso o, almeno, io non la afferro. Datemi spiegazioni.

L’altra volta mi ero lamentata dell’adattamento dialoghi innaturale e piuttosto pigro, ma qua siamo proprio arrivati sul pianeta Pressappochismo e ci abbiamo pure aperto un bar. Senza sgabelli o sedie. O bicchieri. E la birra è stata ordinata per errore solo analcolica.

Che urto.


Recensione degli episodi precedenti:

Episodio 1

Episodio 2

Episodi 3 e 4

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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