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Il Trono di Spade 7×03: succedono cose, ma sono mosce

Il Trono di Spade 7×03: succedono cose, ma sono mosce My rating: 2.5 out of 5

Ci stiamo avvicinando a metà stagione, ma quand’è che Il Trono di Spade comincerà a darci la roba seria?


The recensione is dark and full of spoilers, come sempre.


Bentornati avidi fruitori di materia gameofthronesiana (coniare orridi neologismi è sempre stato l’unico sport in cui mi distinguo). Se siete giunti fino a qui sicuramente avrete letto il nostro commento alle precedenti puntate, ma noi siamo più sospettosi di Ditocorto e quindi vi linko le recensioni, qualora ve le siate perse.

Dal titolo lo avrete già capito: non sono soddisfatto di questo episodio. Ci sono diverse problematiche che a mio avviso stanno conducendo la serie verso una brutta china, ma le vedremo nel dettaglio dopo il nostro consueto recappone (orridi neologismi, ricordate?).

Roccia del drago

Ammetto di aver avuto un’aspettativa enorme per il primo incontro tra i gemelli del gol Jon Snow e Dany, ma dopotutto perché non avrei dovuto? Giovani, belli, sopravvissuti (uno è anche risorto!) a mille insidie, all’apice della loro crescita, dotati di eserciti e della facoltà di guidarli, giusti, determinati, ben consigliati, eppure… eppure c’è un “eppure”. Nonostante i loro consiglieri Tyrion e Davos provino a portare entrambi nella giusta direzione, ciò che emerge dopo questo primo incontro è l’inesistente dialettica di Jon e la cocciutaggine di Dany.

Jon, benedetto figliolo, non le stai chiedendo un nichelino per comprarti il Kinder Fetta al Latte, cerca di imbastire un po’ meglio il discorso, no? No. Jon entra a Roccia del drago come Gasparri in una biblioteca: balbetta, mugugna, bagna il pannolone, fa il capriccioso, scuote la testa, si lamenticchia. Voglio dire, non avrebbe convinto nemmeno me spettatore, che il Night King e compagnia marciante li ho visti…

Lista dei debiti.jpg

La stessa cosa che faremmo noi.

Daenerys, tesoro mio bello, sei tanto cara, ma questo vizio di sbattere in faccia a tutti i tuoi innumerevoli titoli dobbiamo perderlo, ogni volta che parte la tiritera mi immagino la povera Missandei alle prese con un rotolo di pergamena lungo come l’elenco dei debiti di Paperino con zio Paperone. Quel por’omo di Jon è venuto dal Nord per parlare con te, santiddio, sciogliti un momento. Secondo te uno se li sparerebbe millemilachilometri solo per venire a contarti fregnacce?

Niente da fare. I due si annusano e si ringhiano in faccia, senza concludere praticamente niente se non la concessione per l’estrazione del Vetro di drago. Che, voglio dire, è come farsi coraggio, andare a chiedere il numero di telefono alla tipa più bella del liceo e tornare indietro col codice fiscale.

“Sono il re della serata, lo si vede dall’entrata / Si buttano ai miei piedi, tutte in tackle e scivolata “.

Euron, il Joker ubiquo de Il Trono di Spade

Passiamo ad Approdo del Re, dove Euron è già incredibilmente arrivato (“già” è la parola chiave) con il suo carico da novanta: Asha Greyjoy, Ellaria e Tyene Sand, impacchettate e pronte a essere recapitate a Cersei (che, come è noto, non è affatto una persona vendicativa). La pena escogitata per Ellaria, rea di averle avvelenato l’adorata Myrcella, pare tratta dritta dritta dal codice di Hammurabi. Cersei bacia Tyene (un minuto di silenzio per Tyene e QUELLA scena della scorsa stagione) avvelenandola con lo stesso veleno e con la medesima procedura di Ellaria con la sua figlia. La povera dorniana è così condannata a passare il resto della sua vita rinchiusa in cella, osservando la progressiva decomposizione del corpo della figlia. Che è comunque un passatempo più educativo e divertente di una puntata di Temptation Island.

Euron nel mentre (anche “nel mentre” è un’espressione che – a differenza di Cersei – ben si sposa col nostro Greyjoy) è a dir poco baldanzoso e si vede lontano un miglio che già pregusta l’attesa inforcata con la caliente regina, che però tiene a bada i suoi bollori facendo la profumiera old school e promettendogliela a guerra vinta.

Problema numero 1: Euron. Ok che Euron è sopra le righe, ma così è troppo, gente, non si può. Ringhia, sbraita, gesticola, a meno di un metro dal Trono di spade chiede a Jaime se la regina è una “da botte oppure da coccole”. A vederlo sembra la rivisitazione gameofthronesiana (comincio a prenderci gusto) del Joker di Heath Ledger. Manca solo che racconti come si è fatto le cicatrici.

Problema numero 2: la flotta di Euron. Se il caro Greyjoy è arrivato ad Approdo del Re dopo aver distrutto la flotta di Asha, come diavolo è possibile che a fine episodio la suddetta flotta giunga a Castel Granito con in sottofondo la cavalcata delle Valchirie?

Nella mappa sottostante il cerchio rosso rappresenta Castel Granito, mentre quello blu Approdo del Re. La freccia verde indica invece il percorso che avrebbe dovuto fare la flotta dei Greyjoy per circumnavigare il Continente Occidentale. Quanto tempo passa? Mesi come minimo. Questi mesi non si avvertono. Quindi è un problema ragazzi.

Ad Approdo del Re assistiamo ancora all’interessante – per così dire – colloquio tra Cersei e un delegato della banca di Braavos, interpretato nientepopodimeno che da Mark Gatiss, il Mycroft Holmes della serie Sherlock (ne è anche produttore e sceneggiatore insieme a Steven Moffat). Argomento? Soldi. Quei soldi che i braavosiani hanno prestato alla corona e che non accennano a tornare indietro. La scena è utile per due motivi: il primo per ammirare il faccione di Gatiss, la seconda per dare modo a Cersei di far sfoggio della sua badassitudine e promettere che in due settimane avrà risolto il problema Daenerys Targaryen. Io sento puzza di cazzata, ma stiamo a vedere…

Special guest star della storyline: le chiappe in primo piano di Nikolaj Coster Waldau, per la gioia delle pulzelle e dei fan di Game of Butt.

Grande Inverno e la Cittadella

Mentre a sud si preparano grandi eventi a Nord tutto tace, nella più classica delle quieti prima della tempesta. In questo episodio di Grande Inverno vediamo poco: giusto il tempo di ricordarci che Ditocorto è il king del viscidume, e di rammollirci come budini della nonna di fronte al ricongiungimento di Sansa e Bran, che dopo sei ere geologiche, quindici pleniluni e tre calende greche è finalmente riuscito a farsi scarrettare per i sei metri che separano la Barriera da Grande Inverno.

Il nostro storpio preferito dà subito sfoggio delle sue abilità divinatorie, facendo cagare sotto la povera Sansa che proprio non se l’aspettava di essere spiata durante la sua prima volta. Che è coincisa con uno stupro, ma – ehi! – stiamo sempre guardando Il Trono di Spade.

A differenza delle precedenti stagioni la storyline di Sam mi sta piacendo un sacco: il suo rapporto con l’arcimaestro si sta evolvendo e capiamo che prima o poi gli capiterà quello che a Jon Snow era capitato con Jeor Mormont. Gli allievi indisciplinati, ma brillanti, piacciono sempre. Dopo aver scoperto i giacimenti di ossidiana sotto Roccia del Drago, questa volta la disobbedienza di Sam porta in frutto la guarigione di Jorah Mormont, che – una volta scrostatosi di dosso le piaghe del Morbo Grigio – è di nuovo arzillo e pronto a riattraversare mezza Westeros per ricongiungersi alla sua khaleesi.

Al di là della Barriera gli Estranei sono sempre in marcia. Non dubitate, prima o poi arrivano. Hanno trovato coda al casello di Roncobilaccio.

Ipotetico tragitto compiuto dall’esercito degli Estranei. Analisi condotte sulla base di sette stagioni di marcia in cui la Barriera non si vede ancora all’orizzonte. Prima o poi il Night King se ne accorge di avere il navigatore rotto, non temete…


Il solito botto sul finale in stile Trono di Spade

Diciamocelo, ciò che ha fatto la fortuna de Il Trono di Spade sono (anche) i colpi di scena. Nozze Rosse, accoltellamento/resurrezione di Jon Snow, “Hold the door”… roba del genere. Bene, vedendo gli ultimi due episodi di quest stagione pare che Benioff e Weiss si siano, non si sa per quale motivo, cagati sotto, temendo un crollo degli ascolti e che per riparare abbiano deciso di piazzare un bombone sul finale di ogni episodio. Prima la battaglia navale tra Greyjoy, stavolta l’assalto a Castel Granito, narrato peraltro in voice over da Tyrion: bbbbasta. Siete prevedibili ragazzi. Tra l’altro il tutto viene raccontato in modo davvero sbrigativo, perché negli ultimi cinque minuti vediamo che:

  • gli Immacolati sono (già) arrivati a Castel Granito, il quale è praticamente imprendibile (immagini di Immacolati trucidati male da soldati Lannister);
  • Tyrion è stato anche architetto delle fogne di casa e si è costruito un budello ad hoc per portarsi le donnacce in casa (immagini di Immacolati che trucidano male soldati Lannister);
  • il tutto è un mega trappolone perché il grosso dell’esercito dei leoni non c’è;
  • (nel mentre) la flotta di Euron sta (già) arrivando a dare manforte ai soldati della regina;
  • l’esercito dei Lannister è ad Alto Giardino, per dare una spuntatina ai Tyrell, il che avviene nel giro di qualche sequenza confusa e due spacconate di Jaime;
  • dietro l’avvelenamento di Joffrey c’è Olenna;
  • Olenna muore, ma da figa, come sempre.

Ok. Potete riprendere fiato.


Poca logi(sti)ca e tanti dubbi

Soprattutto nelle ultime puntate quando penso alla velocità degli spostamenti dei personaggi l’immagine che mi viene in mente è una e una sola…

Risultato immagine per goku teletrasporto

Scherzi a parte, gli scricchiolii in questo senso sono tanti. Non si riesce più a capire quanto tempo passi tra un evento e l’altro, se le storylines stiano procedendo contemporaneamente, oppure se alcune di queste siano più avanti rispetto alle altre. Altra questione da non sottovalutare è che, andata questa, mancano 10 puntate alla fine de Il Trono di Spade e – non so voi – a me sembrano pochissime per condurre in porto tutte le questioni in sospeso e dare una conclusione coerente a tutti i filamenti di storia che continuano a procedere a passo di lumaca senza dare svolte effettive.

Succedono cose, ma (almeno apparentemente) poco decisive: la famosa strategia di Tyrion, quella che sembrava dover risolvere in quattro e quattr’otto il problema costituito da Cersei è già naufragata; la flotta dei Greyjoy è sul fondo del mare; l’esercito degli Immacolati si è svenato per conquistare un castello senza importanza e ora deve riattraversare Westeros coi Lannister gasati abbestia che vogliono fargli il culo a strisce; i Tyrell – neo-alleati di Daenerys – sono stati spazzati via in un battibaleno; i dorniani sono senza un leader visto che Ellaria e le Serpi delle Sabbie sono state trucidate e/o imprigionate. Boh.

A Daenerys restano i Dothraki e i tre draghi, ma pare proprio che la sua decisione di non attaccare frontalmente Approdo del Re la stia già portando alla rovina.

Il punto è che questa roba dovrebbe passare in secondo piano visto che gli Estranei stanno arrivando, o perlomeno in teoria, visto che di loro non sappiamo nulla se non che vagano al di là della Barriera dall’inizio dello show. Quindi dove sono i nodi al pettine? Come pensano gli showrunners di chiudere una delle saghe più incredibili che siano mai state trasmesse sul piccolo schermo? Non rischiano di mandare in vacca tutto quanto?

Ciò che emerge, almeno da questo episodio, è un frenetico succedersi di cose che avvengono, senza però conquistare lo spettatore, sempre più preoccupato per la deadline che incombe. Che abbiano sottovalutato la quantità di carne messa sul fuoco?

Lo scopriremo solo continuando a infognarci de Il Trono di Spade, naturalmente qui sul MacGuffin.


P.s. se siete amanti de Il Trono di Spade trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

P.p.s. già che ci siete date pure un’occhiata su Game of Thrones ITALIALe cronache del ghiaccio e del fuocoCasa Stark – L’inverno sta arrivando,

Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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