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Izombie – la serie sui morti viventi che (forse) vi stupirà

Izombie – la serie sui morti viventi che (forse) vi stupirà My rating: 3.5 out of 5

Il fatto che la redazione abbia deciso di dedicare una settimana al tema dei morti viventi mi dà una buona occasione per farvi conoscere IZombie, serie TV del canale TheCW di cui, prima o poi, vi avrei parlato in ogni caso. Ve lo dico subito, non ci troviamo di fronte a un capolavoro da strapparsi i capelli e gridare al miracolo, ma la serie riesce nella non semplice impresa di risultare gradevole e divertente partendo da una premessa che, sulla carta, pareva a dir poco fallimentare. Da qui in poi, occhio, c’è qualche SPOILER della prima stagione.

IZombie, come ci fa intuire il didascalico titolo, ha come protagonista una ragazza che in realtà è uno zombie. Non solo, è uno zombie che combatte il crimine! E niente, lo so cosa state pensando: “Ma gli zombie non sono quegli esseri putrefatti dall’intelligenza di un comodino, che vagano in giro trascinando i piedi e portandosi appresso una fame insaziabile di cervelli umani? E mi vuoi far credere che uno di questi cosi combatta il crimine? E mi vuoi far credere anche che questa roba non sia una cazzata?”.  Avete ragione, ma prima di dedicarmi una pernacchia e cambiare articolo, concedetemi ancora qualche riga per spiegarvi.

Olivia “Liv” Moore è una giovane dottoressa che ha praticamente tutto dalla vita. Ottime prospettive di carriera in ospedale, una famiglia che la ama e il ragazzo perfetto più perfetto che ci sia, in procinto di diventare suo marito. L’idillio viene guastato da una maledetta festa in barca cui Liv – che è un po’ una figa di legno, diciamocelo – non voleva neppure andare. L’evento si trasforma in tragedia: tutti gli invitati danno di matto, Liv muore e si risveglia inspiegabilmente, ritrovandosi con carnagione cadaverica, capelli ossigenati e la voglia di quel non so che… sì insomma, la voglia di sbranare un cervello umano. Confusa dal suo nuovo e imprevisto status, la nostra protagonista rompe il fidanzamento e si isola dai suoi affetti, iniziando a lavorare presso l’obitorio locale, dove può trovare fonte di cibo senza nuocere al prossimo.

Izombie è sostanzialmente un procedurale in cui, in ogni episodio, Liv svolge le sue mansioni di medico legale e aiuta la polizia a risolvere i casi di omicidio. Parallelamente, comincia a indagare sui fatti che hanno portato alla sua trasformazione, ricercandone le cause e un eventuale rimedio. In tutto ciò è aiutata dal suo collega dell’obitorio, che viene a conoscenza del suo cambiamento praticamente da subito. Oltre al collega, spalla comica piuttosto efficace, Liv interagisce con l’ispettore tutto d’un pezzo della omicidi, con la sua migliore amica, con l’ex fidanzato dal cuore spezzato e con un antagonista che, ovviamente, ha un ruolo chiave nell’apocalisse zombie che si sta profilando. La protagonista, infatti, non è l’unica ad aver subito la trasformazione.

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Tutti questi personaggi di contorno sono abbastanza stereotipati e la produzione non ha scritturato certo degli attori fenomenali in questi ruoli; qual è, dunque, il vero punto di forza di Izombie? Semplice: Rose McIver. L’attrice che interpreta Liv, infatti, è perfettamente nel personaggio e viene valorizzata al meglio da una caratteristica peculiare della serie: quando uno zombie si nutre di un cervello, rivive gli ultimi momenti della vita dell’umano a cui questo era appartenuto e assume i tratti principali della sua personalità. Questa capacità permette a Liv di essere utile nelle indagini e permette alla sua interprete di dare sfoggio di tutto il suo talento e di tutta la sua adorabilità. Ad ogni episodio, Rose si trova ad affrontare ruoli diversi – dalla ninfomane, allla paranoica, alla patita di sport estremi sempre in cerca di adrenalina – risultando sempre convincente e non perdendo mai il senso dell’umorismo che caratterizza la serie, che pur non manca anche di momenti drammatici.

IZombie si becca tre stelline e mezzo, perché non potrete non amare alla follia le mille sfaccettature di Rose McIver nei panni di Liv e perché, con tutti i suoi difetti, la serie vi regalerà quasi sempre tre quarti d’ora divertenti e leggeri. Non vado oltre perché il resto del cast è piuttosto scarso e non ci sono veri motivi che possano spingere alla visione del prossimo episodio, se non scoprire in quale adorabile versione vedremo, questa volta, Rose/Liv.

Prima di lasciarvi, un paio di note in chiusura. La serie è un adattamento molto libero dell’omonimo fumetto di Chris Roberson e Michael Allred. Non l’ho mai letto direttamente, ma da quanto ho potuto carpire in giro per l’internet, versione cartacea e versione televisiva differiscono di molto. Per i puristi del genere, invece, faccio presente che gli zombie della serie, pur essendo intelligenti e mantenendo la propria personalità originale , possono abbandonarsi a episodi di rabbia incontrollata fino a regredire progressivamente alla versione dei morti viventi che tutti conosciamo, nel caso non riescano a nutrirsi di cervello regolarmente.

Vi consiglio Izombie perché è talmente improbabile che fa il giro e diventa bello. Nel caso vi avessi convinto, fatemi sapere cosa ne pensate.

Aiutateci a salvare il mondo dagli zombie! Come? Partecipate alla nostra Easter Apocalypse

PS. Se gli horror sono la vostra passione, fate un salto dai nostri amici di Film esageratamente da paura!

Article written by:

Mattia Carrea

Nato nel 1988, passa buona parte dei suoi 28 anni a seguire le più grandi nerdate mai prodotte nella storia del cinema e della televisione. Difficilmente scriverà di grandi film d'autore, siete avvisati!

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