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Love, una serie normale sulla normalità

Love, una serie normale sulla normalità My rating: 4 out of 5

Sì, ma la vita vera è un’altra cosa.

È più o meno la frase che si sente dire più spesso, o che ci si ritrova a dire, di fronte a qualsiasi prodotto cinematografico e non solo. La vita è un’altra cosa, e se si parla d’amore figuriamoci, addio realismo. Con Love, Netflix sembra essersi messa in testa di voler proprio evitare queste reazioni. Secondo me, poi non so voi, ci riesce.

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La storia

La storia è sintetizzabile in pochissime parole. Per due stagioni infatti, seguiamo le vicende di Mickey e Gus e la loro difficile e caotica relazione amorosa.

I due sono infatti piuttosto diversi: Mickey è una ribelle, arrabbiata col mondo al punto di autosabotarsi. Gus è uno tranquillo, spesso troppo, spesso al punto di non rendersi conto di cosa sta succedendogli intorno.

Nelle due stagioni di Love, Mickey e Gus si conoscono, si piacciono, si innamorano, si lasciano, si tradiscono, si insultano, si aiutano, si distruggono. E proprio per questo ci entrano dentro, nella stessa identica misura. Noi siamo Mickey e siamo Gus, un attimo vorremmo uccidere uno e l’attimo dopo l’altro. Ci sembra di non immedesimarci, ma in realtà il fatto è che la serie riesce a darci una perfetta empatia con entrambi, per cui non sappiamo davvero come districarci nel contrasto emotivo che questo crea.

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Del vero e della finzione

Voi vi chiederete che ci si guadagna a guardare qualcosa che è tipo la nostra vita, o quella della vostra vicina di casa. Io vi dico che non so spiegarvi bene come, ma vedere Love nella sua semplicità regala un senso di tranquillità. Che fa pure rima. Forse il fatto è che indipendentemente dall’esito delle azioni dei due ci sentiamo un po’ meno stupidi, perché forse a continuare a guardare protagonisti di film rendere la propria vita perfetta, soprattutto innamorandosi, ci siamo sentiti un po’ coglioni a non esserci riusciti anche noi. E allora per noi persone apparentemente disastrate ci sono Gus e Mickey, che non riescono ad avere una vita da sogno grazie all’amore, ma come ogni persona normale dovrebbe fare, dall’amore imparano qualcosa in più su loro stessi, anche dando facciate contro il muro. E dalla persona che amano traggono le due cose che chiunque ci voglia bene dovrebbe saperci dare: un buon supporto e una buona compagnia.

Aggiungeteci poi che la serie non fa, come magari può sembrare grazie alla mia costante tendenza al romanticismo, solo commuovere e vomitare arcobaleni. La serie regala momenti d’ansia, momenti tristi, grasse risate, rabbia e pure del sesso. Insomma, una serie normale, una vita normale, una relazione normale. Love ci ricorda che anche se i film vogliono farci credere il contrario, va bene anche essere ordinari.

Mi sembra un buon motivo per guardarla.

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1994, ma nessuno ci crede e ancora bersi una birra è complicato. Cinema, libri, videogiochi e soprattutto cartoni animati sono nella mia vita da prima che me ne possa rendere conto, sono stata fregata. Non ho ancora deciso se sembro più stupida di quello che sono, o più furba; pare però che il cinema mi renda, quantomeno, sveglia. Ah, non so fare battute simpatiche.

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