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Mars e National Geographic, un viaggio interplanetario

Mars e National Geographic, un viaggio interplanetario My rating: 4 out of 5

National Geograpich produce Mars, ed è subito frenesia spaziale.

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A metà novembre è uscita Mars, la nuova miniserie targata National Geographic, a seguito di una campagna pubblicitaria molto forte. L’idea era infatti di sponsorizzare un prodotto nuovo per l’azienda leader nel campo delle spedizioni avventurose, fotografiche e documentaristiche. Il canale televisivo di National Geographic già propone tante serie diverse ed interessanti, che spaziano nel campo della scienza, della natura, della cultura. Ma è la prima volta che produce una vera e propria mini serie tv, proprio in un periodo in cui questo tipo di comunicazione è di fortissimo impatto.

National Geographic Channel ha dunque deciso di lanciarsi in questa avventura, in vero stile NatGeo, producendo una miniserie tv completamente nuova, affidandone la regia a niente meno che Ron Howard (già regista di opere spaziali come Apollo 13).

marsCon Mars seguiamo le vicende degli scienziati che hanno portato, nel prossimo futuro datato 2033, al lancio della spedizione Daedalus per il pianeta rosso, Marte appunto. La International Mars Science Foundation ha raccolto sei menti eccelse, capitanate dal pilota Ben Howard, e le ha selezionate per una spedizione unica nel suo genere. L’intento della missione è quello di far ammartare i sei astronauti, specializzati in altrettanti campi scientifici (biologia, medicina, geologia, ingegneria, idrologia eccetera), e fargli costruire un campo base al quale aggrapparsi per i prossimi atterraggi. Ovviamente niente andrà come previsto (che telefilm sarebbe altrimenti?) e le sorprese non mancheranno per i sei pionieri dello spazio, ma la vera novità sta nel format del prodotto.

Ron Howard con Mars ci accompagna in un viaggio temporale avanti e indietro tra il 2016 – anno in cui si stanno effettivamente studiando e preparando spedizioni interplanetarie – e il 2033 – futuro immaginario in cui la missione finalmente parte. Abbiamo dunque due piani temporali e narrativi, intrecciati l’un l’altro. Quello reale e contemporaneo è di tipo divulgativo, con interviste a consulenti di ogni genere: da Elon Musk, creatore dell’agenzia spaziale SpaceX, a Neil deGrasse Tyson, direttore dello Hayden Planetarium, a James Lovell, ex astronauta NASA e comandante della celebre missione Apollo 13. Qui gli esperti spiegano al pubblico a cosa si sta lavorando adesso per spedire razzi su Marte; interviste e filmati d’epoca raccontano cinquant’anni di spedizioni spaziali.

marsQuello futuro e di finzione è invece l’effettiva vicenda tele-filmica, con le peripezie dei sei protagonisti su Marte, le sfide che devono affrontare, i sentimenti che provano e i rischi che corrono. È questa ovviamente la parte che appassiona di più, perché è facile affezionarsi ai personaggi e alle loro storie, ma anche la narrazione documentaristica è carica di emozioni. Impossibile poi non provare un po’ di commozione alla vista delle vecchie spedizioni Apollo, né sentirsi stringere il cuore di fronte alle esplosioni in volo.

Secondo Elon Musk di Space X sarà il 2024 l’anno dell’ammartaggio. Con Mars e National Geographic ci siamo già oggi.

Article written by:

Giulia Cipollina

28 anni, laureata, lavoro in un negozio di ottica e fotografia. Come se già non bastasse essere nerd: leggo tanto, ascolto un sacco di musica e guardo ancora più film - ma almeno gli occhiali per guardare da vicino posso farmeli gratis.

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