Serie TV

Once upon a time: alla ricerca di un lieto fine

Once upon a time: alla ricerca di un lieto fine My rating: 5 out of 5

C’era una volta… e c’è ancora (per fortuna)… una serie tv che raccoglie fiabe, miti e leggende, trasformandole in un prodotto veramente epico che può provocare una grave dipendenza. Leggere attentamente il foglio illustrativo.

Ehm… Come rovinare il più bello e classico degli incipit. Perdonatemi! Ricomincio…

Prendi fiabe, miti e leggende, le impasti con il soggetto di Into the woods (musical del 1986, portato al cinema solo di recente), lo mischi al mondo di Shrek, aggiungi la magia di Come d’incanto, gli dai una spolverata dell’universo Disney (che non fa mai male), ed ecco che otterrai C’era una volta, ovvero Once upon a time: quando le fiabe si danno una svecchiata.

Once upon a time è una serie TV nata nel 2011 e che, finora, conta 5 stagioni da 22/23 episodi l’una. In una maniera veramente singolare, esplora il magico mondo delle fiabe e i suoi più celebri personaggi. Nata dal genio creativo di Adam Horowitz e Edward Kitsis, per ogni episodio la serie crea collegamenti con il passato dei protagonisti, attraverso flashback che rendono più leggera e intrigante la narrazione dei fatti. Per chi ha visto Lost questo potrà suonar familiare, ed in effetti la fortuna di Horowitz e Kitsis viene proprio da quella serie, per la quale sono stati autori di diversi episodi. Conoscevano bene quel meccanismo e la sua straordinaria efficacia, per questo hanno pensato di riutilizzarlo per il loro progetto.

Per chi non conoscesse già la serie e volesse saperne qualcosa di più, prima di decidere se iniziare a seguirla oppure no, sappiate che sono già riuscito più e più volte a convertire miei amici a questa cosa meravigliosa che è Once upon a time. Quindi state ben attenti: uomo avvisato, mezzo salvato! Se siete dei malati di serie TV, e/o appassionati di fiabe, e/o fanatici della Disney… questo è il momento per chiudere l’articolo, perché sappiate che potreste trovare in OUAT  una nuova droga per i vostri cervelli.

Non ho intenzione di spoilerare nulla, ma solo di illustrare con quattro cosette e quattro personaggi quello che è in breve la serie.

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1. IL LIBRO DELLE FIABE henry

Per Boston gira un bambino con sotto braccio un libro di fiabe molto particolare. Bussa alla porta di Emma, una giovane ragazza orfana dalla nascita, che sta compiendo i suoi 28 anni nella tranquillità del suo appartamento. Il bambino si chiama Henry e dice di essere suo figlio. Scappato apposta di casa per cercarla, Henry racconta ad Emma che ha informazioni preziose sulle sue radici familiari e, come un album di vecchie fotografie, le mette tra le mani proprio il suo libro delle fiabe.

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2. STORYBROOKEemma

Henry sostiene che Emma, oltre ad essere sua madre biologica, sia la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro e che quindi discenda dal vero amore. Secondo quanto scritto nel libro, Emma è la Salvatrice, che al compimento dei suoi 28 anni tornerà per salvare il suo popolo. Emma, decisamente molto scettica, riporta Henry con le sue bislacche idee infantili dalla sua madre adottiva a Storybrooke, nel Maine (Storybrooke/Storybook, semplice assonanza?). Durante il viaggio, il bambino spiega che è proprio a Storybrooke che tutti i personaggi delle fiabe sono stati imprigionati: vivono in questa città e non sanno più nulla sulla loro vera identità.

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3. IL SORTILEGIO OSCUROregina

Henry continua il suo racconto e dice che sua madre adottiva (tra l’altro sindaco della città) è niente popò di meno che… la Regina cattiva. È lei che per vendicarsi di Biancaneve e il Principe Azzurro ha sprigionato una potente maledizione: il sortilegio oscuro. In questo modo, tutti gli abitanti della Foresta Incantata sarebbero stati trasportati in un altro mondo, un mondo orribile, un mondo dove nessuno, a parte lei, avrebbe potuto mai trovare il suo lieto fineil nostro mondo.

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4. IL PUGNALEtremotino

Ma se il sindaco è la Regina cattiva di Biancaneve, il padrone della città è il Signore Oscuro, colui nel quale risiede e da cui proviene tutta la magia nera. Unico punto debole: uno strano pugnale ondulato che ospita sulla lama il suo nome, Tremotino. Chiunque prenda in possesso questo pugnale ha il potere di controllare ogni azione del Signore Oscuro di turno. Secondo quanto scritto nel libro delle fiabe, è stato proprio Tremotino a dare il Sortilegio Oscuro alla Regina. Ma attenzione! Il motto di questa storia è uno e uno soltanto, tanto giusto quanto brutale:

La magia ha sempre un prezzo.

… e Regina, con l’arrivo della Salvatrice in città, sta per pagarlo…

 

Questo e molto altro è Once upon a time. Infatti, queste poche righe illustrano solo i preamboli della prima stagione. Quello che avverrà in seguito sarà qualcosa di mai visto e, per chi ama il genere, un susseguirsi di mille sorprese. Le fiabe più note si mescoleranno irrimediabilmente tra loro compiendo un’operazione simile a un albero genealogico alla Beautiful, ma decisamente molto, molto più interessante.

Le storie più famose verranno scavate, reinterpretate, ampliate e, in alcuni, casi stravolte, ma sempre con un grande rispetto per l’opera originale e per il cuore dei suoi personaggi. È inevitabile una contaminazione Disney, poiché la ABC, che distribuisce la serie, è sotto la proprietà della nota casa di produzione americana. Chi ama il suo universo non potrà far altro che apprezzare, chi invece tifa per altre case (tipo Dreamworks, Fox, Warner Bros.) storcerà sicuramente il naso per alcune scelte.

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E i puristi delle fiabe dove li mettiamo?

Beh, loro non so se troveranno spazio per questa serie… Anzi! Son certo che non vorranno perdere tempo a guardare questa spazzatura dissacrante. E mi dispiace per loro! Non sanno cosa si perdono! Anch’io sono cresciuto a fratelli Grimm, Andersen e Perrault, ma anche a pane e Walt Disney… e se c’è una cosa che ho capito in questi anni è che sebbene grandi classici immortali siano stati stravolti con le versioni Disney  (vedi uno su tutti Pinocchio) non c’è motivo di scandalizzarsi e impuntarsi additando ogni profanatore come persona prossima al rogo.

Le fiabe prima di essere state scritte e pubblicate nei libri, viaggiavano di bocca in bocca attraverso i secoli e mutavano in luoghi e personaggi pur mantenendo lo stesso messaggio educativo. Gli stessi Grimm, Andersen e Perrault hanno registrato versioni completamente diverse da quelle che venivano raccontate cento anni prima. Allo stesso modo Walt Disney ha voluto attingere da quelle storie per raccontarne nuove versioni dove i personaggi mutano e si evolvono insieme alla società. Fin dai miti greci spesso chi raccontava modificava o mescolava episodi di storie diverse dando origine a nuove versioni. È inutile girarci intorno: le fiabe hanno origini popolari ed ogni volta che vengono tramandate di generazione in generazione si evolvono rispondendo alle esigenze del popolo di quell’epoca.

Once upon a time in questo non si è inventato nulla di nuovo, anzi! Mantenendosi sulla stessa linea, cerca di raccontare storie che vedono come protagonista sempre la speranza e mai come in questo tempo in cui viviamo abbiamo avuto bisogno di tanta speranza. Non a caso i personaggi delle fiabe sono stati catapultati nel nostro mondo disastrato e senza magia. Già indossando i nostri panni ci regalano un primo messaggio: in tutti noi può nascondersi un eroe, ma anche un cattivo, sta a noi capire da che parte stare.

I cattivi non sono stati sempre cattivi. Anche questo è un altro tema approfondito dalla serie che stimola lo spettatore a guardare le persone che gli stanno intorno nella vita di tutti i giorni in maniera differente.

Non giudicare le persone finché non conosci le loro storie.

In fondo, eroi e cattivi, siamo tutti alla ricerca di un lieto fine. La cosa importante è scegliere la strada giusta per raggiungerlo e solitamente quella più facile è quella che scelgono i cattivi, ma c’è sempre la possibilità per un cattivo di redimersi e di cambiare… Vedi la Bestia che può imparare ad amare.

Concludendo. Se questo articolo sarà causa di notti passate insonni davanti al pc continuando a ripetersi “Ancora un episodio, poi mi metto a dormire”, mi manlevo da ogni responsabilità. Ma in quel caso dimostrerà solo che Once upon a time funziona davvero come il vecchio “Mamma! Leggi ancora qualche altra pagina, poi dormo.”

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Ricordate di fare un salto dai nostri amici di Impero Disney!

Article written by:

Federico Luciani

Nasce nel 1990. Sette anni più tardi s’innamora del teatro e da allora sono fidanzati ufficialmente. Laureato al DAMS di Bologna e impegnato nel teatro sociale da diverso tempo. Quando non scrive, divora film di ogni genere. Dylan Dog come eroe, Samuel Beckett come mentore, Woody Allen come esempio e Robin Williams come mito.

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