Queste oscure materie
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“Queste oscure materie” Ep 1: sarà la volta buona?

“Queste oscure materie” Ep 1: sarà la volta buona? My rating: 3.5 out of 5

Noi fan di Queste oscure materie, trilogia di libri uscita a cavallo del cambio di millennio, avevamo ormai perso le speranze.

Nel 2007, la NewLine Cinema de Il Signore degli Anelli, reduce dal grande successo commerciale, di critica e di premi riscossi dai tre film di Peter Jackson tratti dal classico di Tolkien, scelse di spendere tutti i suoi soldi investendo su un’altra famosa trilogia fantasy letteraria: Queste oscure materie. Questo titolo-ombrello raccoglie tre romanzi dello scrittore inglese contemporaneo Philip Pullman: La bussola d’oroLa lama sottileIl cannocchiale d’ambra.

Queste oscure materie

La NewLine perse miseramente tale scommessa e riuscì ad adattare solo il primo. Nonostante La bussola d’oro della NewLine abbia riscosso un discreto apprezzamento da parte del pubblico generalista, abbia goduto di un ottimo casting con grandi star e si sia portato a casa un Oscar per gli Effetti Speciali, non rientrò con gli incassi negli ingenti costi di produzione e, soprattutto, fece infuriare i fan: il materiale di partenza non era stato rispettato.

Perché sì: sotto l’affascinante patina di un mondo fantasy dalle pennellate steampunk, Queste oscure materie è un po’ una patata bollente. Contiene delle tematiche che rappresentano una forte critica, senza sconti, alla fede, alle gerarchie religiose e a tutti i suoi rappresentanti, terreni o ultraterreni. La NewLine, pur scegliendo attori molto caldeggiati dai lettori dei libri per i ruoli – su tutti Nicole Kidman per interpretare la Signora Coulter -, non ebbe assolutamente gli attributi nel restituire quello che è uno degli elementi più scomodi, ma anche più rappresentativi e interessanti, della saga e rese La bussola d’oro una semplice baracconata visivamente splendida ma totalmente “disinnescata” là dove poteva minimamente gettare scalpore od offendere qualcuno.

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Se già ci riuscì con il primo libro, non era minimamente immaginabile che potesse combinare qualcosa di buono una volta arrivata per ipotesi a Il cannocchiale d’ambra, che diciamocelo: non è solo critico verso le religioni monoteistiche. Agli occhi di un credente, va alla voce “sacrilego” senza passare dal via.

Le grandi ispirazioni di Queste oscure materie sono dichiaratamente Il Paradiso perduto di Milton – da cui prende il titolo His dark materials, tratto da un verso del poema – e la nostra Divina Commedia. Passati più di dieci anni, noi fan della saga letteraria disperavamo ormai di poter vedere quel coraggio fuori dalle pagine del libro, ma una notizia inaspettata giunge a darci speranza un paio di anni fa. Si stava lavorando a un nuovo adattamento, stavolta seriale, e mica pizza e fichi: per imbastirlo si erano accordate due delle reti televisive internazionali più interessanti in questi anni, l’americana HBO e la BBC inglese. Una scintilla di speranza si riaccese nei nostri cuori.

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In realtà, quello che fa storcere un po’ il naso è che il destino di Queste oscure materie sembra essere quello di “tentato rimpiazzo”: la NewLine l’aveva preso in mano sperando in un sostituto, che non fu, de Il Signore degli Anelli, ora sembra proprio che la HBO cerchi di rendere questo il suo nuovo Trono di spade, il che non è molto incoraggiante visto che, pur trattandosi di saghe letterarie che richiedono un adattamento ad alto budget, il materiale è completamente diverso.

Però. Però nel produrre l’adattamento televisivo de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, nonostante tutti i difetti della serie tv, HBO ha dimostrato di avere le palle: non ha esitato a mostrare violenze efferate, incesti, sesso esplicito. Come non ha mai lesinato nei contenuti di altre serie tv prodotte: I Soprano, Sex and the CitySix Feet UnderOz. Quasi nessuna tematica è stata mai oggetto di censura. Quindi, se mai è esistita una rete che potrebbe prendere Queste oscure materie e farne qualcosa di buono e fedele, senza nascondersi dietro a un dito, è sicuramente la HBO.

Per ora, il 3 novembre su BBC e il 4 in USA, è andato in onda il primo episodio, presentato in anteprima qui in Italia al Lucca Comics & Games.

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Nonostante il cambio di titolo, la narrazione di questa prima stagione ripercorre pedissequamente la stessa storia già adattata dalla NewLine ne La bussola d’oro: la piccola Lyra Belaqua, orfana, è cresciuta al Jordan College di Oxford, in un mondo dal sapore ancora ottocentesco e soprattutto caratterizzato, a differenza del nostro, dalla consistenza fisica dell’anima delle persone. Ogni individuo, infatti, è accompagnato lungo tutta la sua vita da un “daimon”, uno spiritello fisico che prende la forma quasi sempre di animale e che non può mai allontanarsi troppo dal suo umano, rappresentandone a tutti gli effetti l’anima. Il daimon assume una forma stabile dopo la pubertà, mentre quelli dei bambini come Lyra possono mutare forma a piacimento. All’inizio della storia Lord Asriel, lo zio di Lyra, colui che l’ha affidata alle cure dell’istituto appena nata, arriva al Jordan College per annunciare agli accademici la conferma dell’esistenza al Polo Nord di un elemento che fino a quel momento si considerava solo leggendario: la Polvere (sì, con la P maiuscola, non quella sulle mensole).

Sempre al college, Lyra sarà testimone della sparizione progressiva di alcuni bambini e incontrerà una donna algida e affascinante, la Signora Coulter, che diventerà il suo secondo mentore e grazie alla quale darà inizio al suo viaggio di formazione. Un viaggio durante il quale la ragazzina troverà aiuto in uno strumento molto importante che solo lei sembra capace di usare con estrema facilità: l’aletiometro, una bussola dorata in grado di rivelare la verità al suo portatore.

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Se Lord Asriel e la Coulter erano, nel film, interpretati da Daniel Craig e Nicole Kidman, qua hanno il volto di James McAvoy e Ruth Wilson: entrambi, pur leggermente meno centrati rispetto alla descrizione dei due personaggi nel romanzo da un punto di vista prettamente fisico, sembrano offrire un qualcosa di inedito ma altrettanto efficace al rispettivo personaggio e, per ora, promettono bene.

È ancora troppo presto, però, per capire se l’adattamento – necessariamente a budget più contenuto – godrà di una scrittura migliore rispetto a quanto fatto nel film. Finora è stato realizzato tutto a modo e funziona, ma bisognerà aspettare le svolte di trama più scomode e interessanti per valutare, una volta per tutte, come è stato gestito il materiale.

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Con la speranza che, stavolta, il fandom possa avere la soddisfazione di veder almeno adattare tutta la saga fino alla fine, senza interruzioni.

Perché i tre libri ci sono, esistono, sono finiti, basta seguirli: impossibile fare svarioni come nel Trono di spade, che doveva adattare un materiale non concluso e molto più ingente.

Qua abbiamo soltanto tre romanzi. Tre stagioni, non chiediamo di più.

Ci basta questo e siamo contenti.

Poi, personalmente, ho una curiosità quasi morbosa di vederli arrivare a Il cannocchiale d’ambra e scoprire come gestiranno quel materiale in una serie tv.

Ci vuole fegato. Tanto.

E speriamo che questa sia la volta buona.

 

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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