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Reign – o perché fidarsi delle prime impressioni (e di Netflix)

Reign – o perché fidarsi delle prime impressioni (e di Netflix) My rating: 1 out of 5

LA BEFFA

Situazione. Ti aggiri senza meta nei meandri di Netflix. Ti sei ripromesso di fare una prova con il mese gratuito e poi disdire tutto perché hai troppi esami e troppo poco tempo, eppure ti trovi ancora lì due anni dopo. Sei al quarto account aperto dopo che hai deciso di mettere a tacere per sempre la tua coscienza e, ancora senza meta, approdi nuovamente sulle spiagge dei Consigliati per te e trovi Reign.

Netflix oramai sa tutto di te, non puoi più nasconderti. Sa che vai segretamente matta per i film e le serie in costume e che più sembra scomodo e pesante il vestito del protagonista più tu ci vai a bagno. Sa che hai avuto il tuo periodo Philippa Gregory e che hai visto tutti i film possibili su monarchi e regnanti di ogni dove (Natalie Portman in The Other Boleyn Girl, non dico altro). E quindi sa che ti piacerà Reign: brillante serie in costume che narra dell’ascesa al potere di Mary Stuart, regina di Scozia, alla corte di Francia segnata dagli scandali politici” (sua definizione messa a bella posta come un cupcake al pistacchio e cioccolato per attirarti nella tana del mostro – perché sa anche che ami i cupcakes al pistacchio e cioccolato, capito? lo sa!).

LONG MAY SHE REIGN

(frase di chiusura dell’intro che ti rimane in testa quei 40 minuti buoni)

Dunque ci troviamo in Francia, nel 1557. Mary, la giovane regina di Scozia, vive in quello che a primo impatto sembra essere un capanno in mezzo al nulla ma che si rivela essere un convento vero con suore vere che assaggiano tutto il suo cibo. Si trova lì apparentemente in incognito per sfuggire a un nemico identificato fumosamente con “gli inglesi”. Da notare, in ogni puntata se qualcuno inciampa è colpa degli inglesi, se qualcuno viene avvelenato è colpa degli inglesi, se per caso l’anatra all’arancia non sa abbastanza di arancia è colpa del cuoco (ma solo perché è stato pagato dagli inglesi).

Quando una delle povere sorelle ci rimette le penne (perdendo sangue persino dalle orecchie a tavola davanti a tutte le suore che invece che aiutarla la fissano mezz’oretta prima di correre a fare ciò che è davvero importante, ovvero far cambiare d’abito Mary), la giovane è costretta a lasciare il rifugio sicuro per stabilirsi alla corte francese. Qui rincontrerà Francis, delfino di Francia e suo promesso sposo, che non vede da quando erano entrambi due regali pupi che giocavano nel castello (che, pare, nonostante sembri un vero castello all’esterno, all’interno ha tre o quattro stanze), e le sue amiche e damigelle scozzesi.

E INIZIANO LE RISATE

La corte è popolata da personaggi piuttosto interessanti quali il re, Enrico II, la cui principale occupazione sembra essere quella di aggirarsi per l’immenso palazzo e nascondersi nelle zone d’ombra come uno stupratore per poi agguantare la malcapitata di turno, e la regina, Caterina de Medici, unico personaggio decente, occupata a fare

la tipica espressione facciale di Enrico II

di tutto per impedire il matrimonio di Mary e Francis perché (attenzione qui è importante) Nostradamus, il suo aitante-barbuto-trentennechissenefregadellaccuratezzastorica consigliere fidato che minaccia di uccidere ogni 60 secondi, ha avuto una visione.

 

Oh sì giusto, parlando di accuratezza storica (non che mi freghi eh, figuriamoci…) non possiamo non menzionare Bash, il figlio di Enrico e della sua favorita. Pur non essendo mai esistito ha un ruolo fondamentale nella serie perché tutti noi sappiamo che se non c’è nemmeno il materiale base per un triangolo amoroso che ci stiamo ancora a fare qui, che ne parliamo a fare?

 

CALIFORNIA HERE WE COME

Se volete conoscere la storia di Mary Stuart, delle sorti del regno di Scozia tra l’alleanza con la Francia e la rivalità con l’Inghilterra….beh fate dell’altro, non so leggetevi un libro.

Ma se volete un teen drama involontariamente comico, ragazzi, Reign fa per voi.

Ma è terribile! Devono essere stati gli inglesi.

 

Come posso io spiegarvi la bellezza grottesca del vedere una scena di “trucco e parrucco” delle damigelle intramezzata da venti secondi di discorsoni sui destini dell’Europa? Come comunicare a te che leggi il piacere effimero che si prova a vedere trattato lo scontro tra cattolici e protestanti come una breve e piacevole pausa dai problemi ben più seri e angoscianti come “Sì, ma se tu non fossi il futuro re, allora mi vorresti sposare comunque??”.

Abbiamo le tematiche, la colonna sonora e i dialoghi tipici del teen drama, il tira e molla, i tradimenti, la gelosia.

Ma invece che scoprire che qualche personaggio è un vampiro, ci troviamo nel ‘500 e questa gente dovrebbe governare delle nazioni. Che c’è di strano? Ve lo dico io: tutto. Ma va bene così.

SO BAD IT’S SO GOOD

Stride, ma lo fa in modo simpatico!  Caterina de Medici che cospira con Nostradamus parlando dei suoi piani in mezzo a una folla di gente, ma che viene scoperta mentre ci rimuginava da sola nelle sue stanze. Bash che ogni due puntate segue una pista che lo porta immancabilmente a scoprire qualcosa di sovrannaturale, come una strega (ah giusto non avevo ancora accennato a questo colpo di genio della vena magica che, finché si parla di Nostradamus ok, ma poi diventa davvero divertente). Si nota un’assenza totale di senso nei costumi dei personaggi. Evidentemente si rifanno a tutto quel filone di rivisitazione in chiave moderna della storia (vedi Marie Antoinette ), ma senza riuscire a farlo con minimo di coerenza.

Ditemi che non è esilarante. E sono solo degli esempi del genio comico che si cela dietro questa “brillante serie in costume”!

Insomma che, all’atto di mettere le stelline, da una a cinque, non sapevo se metterne una o cinque.

Perché alla fine, nonostante tutto, io Reign l’ho guardato. E anche per un bel po’. Di preciso, finché Netflix ha messo a disposizione le puntate. Infatti non ho avuto la forza di andare avanti con uno streaming che richiedesse meno pigrizia.

Ma se non avete la pretesa di trovarvi davanti la serie della vita, neanche la seconda, facciamo nemmeno la terza, ma avete voglia di qualcosa di diverso, questa potrebbe essere l’inaspettata risposta. Fidatevi di Netflix. Lui vi conosce meglio di vostra madre, lo sappiamo tutti. Anche quando pensi che stia sbagliando, in realtà ti sta solo offrendo un cupcake al pistacchio e cioccolato.

Article written by:

Rosa Bartolone

Lettrice appassionata, fotografa dilettante, ladra di cioccolata con l'inutile talento di ricordare a memoria ogni battuta dei film che più le piacciono. Habitat naturale: primo volo per ovunque (o divano e Netflix, dipende..)

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