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Sick Note: più che una serie tv sembra una malattia

Sick Note: più che una serie tv sembra una malattia My rating: 2 out of 5

Ti piacciono le punture? Ti senti un po’ ipocondriaco? Sei così fan di Harry Potter che non vedi l’ora di sapere che fine ha fatto Ron Weasley? Hai del tempo da buttare via?

Ecco, questi sono gli unici motivi per guardare Sick Note, serie tv britannica creata da Nat Saunders e James Serafinowicz, che definirei meglio come due tizi sconosciuti. Visto che non si deve giudicare un libro dalla copertina o guardare solo film di Woody Allen, chiudiamo un occhio e con l’altro diamo una letta al cast: Rupert Grint, il piccolo maghetto dai capelli rossi, spesso eroe quasi per caso, ma con il gran merito di aver conquistato il cuore di Hermione.

Nick Frost, un po’ rocker, un po’ classico bevitore seriale di birra, qui è un medico non solo imbranato, ma con altri mille difetti.

Possiamo considerare tra i Vip anche Don Johnson, conosciuto per essere il detective bianco di Miami Vice e solo nella seconda stagione troviamo una brava e tranquilla Lindsay Lohan.

La trama può essere descritta con questa domanda: come cambierebbe la tua vita se ti venisse diagnosticato per sbaglio un tumore?

L’idea principale sarebbe festeggiare il pericolo scampato, prendendosi una sbronza allucinante che ha il coma etilico e la morte come effetti collaterali, mentre ragionandoci su si potrebbe pensare di dire una bugia, far finta di stare male solo per ricevere maggior attenzioni e venire pagati per stare a casa.

Sì va bene, non sarà eticamente corretto e magari porta anche un po’ sfiga scherzare su queste cose, ma questa è proprio la decisione che prende il giovane protagonista Daniel Glass.

Ma nel mondo lui non è l’unico stronzo, anzi, con questa bugia smaschera inconsapevolmente tutto il perbenismo delle persone, che sentendosi quasi in colpa con il poveretto diventano più dolci, gentili e premurose.

Il dottore Ian Glenis, con un’altra diagnosi sbagliata da nascondere, sfrutta la situazione per coprire l’errore e salvare il suo lavoro entrando sempre di più in confidenza con il suo paziente.

Se le premesse erano buone, già dalla seconda puntata però iniziano a vedersi dei problemi. Le cose succedono casualmente, tra battute che di humor inglese hanno solo la provenienza. È un’insieme di situazioni così grottesche da diventare spesso ridicole, senza un senso logico. Un esempio è quello che succede ad Ash (Tolu Ogunmefun), ma soprattutto come si cerca di giustificarlo, inserendoci persino la pista complottistica.

La sceneggiatura e la trama potrebbero essere comprensibili dopo aver fumato almeno una canna o bevuto mezza bottiglia di gin, forse in quel caso le risate uscirebbero in maniera involontaria e riflessa. Da sani finire tutte le puntate di Sick Note è più un obbligo morale, è il non accettare di lasciare le cose a metà.

Paradossalmente durante la seconda stagione, grazie anche all’arrivo di Lindsay Lohan e di uno strano tizio mascherato, con la storia del cancro sempre più sullo sfondo, le cose migliorano. Conosciamo meglio i personaggi grazie alla nascita e allo sviluppo di sottotrame più credibili e interessanti.

Il personaggio di Becca (Pippa Bennet-Warner) fidanzata di Daniel, rimane però sempre insopportabile con il suo egocentrismo misto a voglie sessuali 24 ore su 24 per qualunque essere vivente e non.

A lei si contrappone Linda (Marama Corlett), l’impiegata della We Cover con la frangetta all’Amelie e una dolcezza unica che, i più fortunati, conosceranno meglio andando avanti con la visione della serie.

L’azienda dove lavorano Daniel e la stessa Linda è la perfetta rappresentazione di una società moderna, ricca di finto perbenismo, con un capo potente che si sente in dovere di fare tutto quello che vuole guardando il conto in banca.

C’è quindi spazio per una critica sociale della società inglese tra malasanità e bugie. Solo che questi spunti di riflessione sono soffocati e si perdono tra la forzatura di una gag e l’altra.

 

Purtroppo questa serie poteva essere meglio, ma riesce comunque a provocare una curiosità nello spettatore, che in attesa di scoprire quale sarà la prossima stronzata inventata dagli autori lascia scorrere le puntate. Ah ovviamente se esce la terza stagione sono pronto a buttarmi sul divano e guardarla con aria polemica. Le potenzialità potevano essere maggiori se si fosse raccontata la storia in maniera più intimista e meno cazzara. Sono rimasto deluso. Mi immaginavo di trovarmi davanti al nuovo Scrubs o qualcosa di simile.

Ron Weasley sta bene, tranquilli, quindi se volete iniziare Sick Note scelta vostra, ma vi ricordo che se amate il trash, il grottesco e le commedie british è meglio che vi sintonizziate su Dirk Gently.

Article written by:

Nicolò Granone

Simpatico, curioso, appassionato di cinema, sono pronto a esplorare l'universo in cerca di luminosi chicchi di grano da annaffiare e far crescere insieme a voi, consigliandovi ogni tanto film da scoprire qui alla luce del Sole.

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