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The Exorcist 1×01 – Liberaci da serie del genere

The Exorcist 1×01 – Liberaci da serie del genere My rating: 2 out of 5

Bravo eh, complimenti. Ti sei voluto prenotare la recensione di The Exorcist? Bene, ora ti attacchi. E il bello è che lo sapevi che sarebbe finita così! Cioè, credevi davvero che il pilot non ti avrebbe fatto cagare

Ora voglio proprio vedere che ti inventi. Pensi di potertela cavare con un “Salve ragazzi! Ho visto il pilot di The Exorcist e sapete cosa? È una merda!”

Sei proprio un idiota, un demente, un….

Oh. Cazzo. L’articolo è già cominciato.

Ehm, scusate, è un po’ imbarazzante, pensavo di essere ancora all’interno della mia testa, e invece ero già a battere sulla tastiera… va beh…ehm…

BELLA RAGAZZI! Com’è andato il vostro Halloween? Bene? Avete visto qualcuno dei film che vi abbiamo consigliato? Ma che bravi che siete.

Come me la sono passata io mi chiedete? Eh, non tanto bene, visto che mi è venuta la febbre. E il problema è che io sono uno di quelli che appena hanno 37.1 cominciano fare cose assurde e irrazionali, tipo sbavare invece di parlare, immergere la faccia nel cibo, guardare The Exorcist, cose del genere.

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Che poi diciamolo, un pochino di comprensione me la merito. Se uno si ritrova ad agonizzare sul divano la sera del 31 ottobre, e proprio quella serata danno la prima puntata della nuova serie Fox basata sul capolavoro di William Friedkin, ci sta che si faccia incuriosire e ci butti un occhio.

E così, nonostante l’orrido tanfo che questa serie emanava, ho deciso di darle un’occasione, nella speranza di trovarci qualcosa di interessante.

Con il senno di poi, non ho fatto altro che aggiungere un’ulteriore agonia a quella corporale.

Ma ora facciamo un passo indietro, che è anche l’ora di smetterla di parlare di me e di cominciare a parlare di questa serie.

Tutti ovviamente conosciamo L’esorcista, opera che sconvolse il mondo (e la mia infanzia) e che rimane tutt’oggi il più grande film di tutti i tempi sul tema delle possessioni demoniache. Eh sì, perché l’incredibile successo economico del film portò prima alla produzione di due pessimi sequel, poi di un orrido prequel e di un’infinita lista di vomitevoli figli bastardi che hanno letteralmente infettato il l’horror anni Duemila.

Ecco perché, a parte rarissime eccezioni (tipo L’esorcismo di Emily Rose), è dal 1973 che il Demonio al cinema ha finito di essere interessante. E questo semplicemente perché L’esorcista diceva già tutto quello che c’era da dire sull’argomento, e in maniera tremendamente perfetta.

Però che vogliamo farci, lo sappiamo tutti che è il Dio Denaro a governare questo mondo di peccatori, assieme alla mancanza di fantasia e di coraggio, o forse semplicemente di voglia.

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Ecco quindi che, per il 4o° anniversario dell’uscita del film, la Morgan Creek Production, società detentrice dei diritti di sfruttamento del libro dal quale era stato tratto il film di Friedkin, comincia a rompere la minchia a tutte le emittenti televisive della Terra. Il motivo? Ovviamente una serie tv che riporti in auge la sua gallina dalle uova d’oro: L’esorcista.

La sceneggiatura c’è già, ed è stata scritta da Jeremy Slater, la penna magica che ha regalato al mondo perle come I Fantastici 4 e The Lazarus Effect (e che sta scrivendo quella per l’adattamento di Death Note…). Insomma, capito quali erano le premesse, no?

Succede poi che il progetto finisca sul tavolo di un geniaccio della Fox, che legge il lavoro di Slater e dice una cosa del tipo “wow! Ma questa sceneggiatura fa davvero cagare! Fate partire la produzione al più presto!“.

Che volete farci, alla Fox devono avere un debole per chi scrive a cazzo di cane.

Partiamo con il dire che la trama non c’entra nulla con il film originale. Altra storia, altri personaggi, altra ambientazione. Ma allora perché chiamarlo The Exorcist? Non puoi fare direttamente un’altra cosa? Ah già, il denaro, la mancanza di fantasia, di coraggio ecc… ne abbiamo già parlato.

“Va beh, almeno non dovrò sorbirmi la riproposizione scrausa di una storia che pure i sassi conoscono. Basterà solo mandare giù le continue strizzatine d’occhio paracule che la serie manderà ai fan del film (l’arrivo di Padre Marcus all’inizio ricalca quello di Padre Merrin, le scale del finale del film…) e magari il risultato lo portano anche a casa”.

“Dai, stupitemi”.

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Protagonisti della storia sono Padre Marcus (Ben Daniels) esorcista inviso al Vaticano che cerca di salvare un bambino posseduto, e Padre Thomas, prete non esattamente convinto della sua vocazione. L’intento di The Exorcist di sviluppare nuovamente il dualismo prete giovane e scettico + esorcista vecchio e scafato è lampante. Peccato che, almeno per ora, questo aspetto sia sviluppato con i piedi.

Prendiamo Padre Thomas (interpretato da Alfonso Herrera, già visto in Sense8): appena lo vedi la domanda sorge spontanea: “ma questo sarebbe un prete“? Bellezza da modello, pettorali da wrestler, modo di fare da gggiovane. Cioè, ci prova pure con le donne sposate. Maddai.

Adesso, se c’è una cosa che mi sta sul cazzo è quando una serie si riempe di bellocci e fighe da combattimento. Già l’idea di un prete giovane mi fa girare le palle (The Young Pope non vale, non provateci), ma se nel ruolo di protagonista mi presenti un sexy-sacerdote che recita come Gabriel Garko, la sola cosa che posso fare e mandarti a cagare.

Voglio dire, sei un prete? Fai il prete! Pure Padre Karras era un sacerdote atipico (ex pugile) e in piena crisi religiosa, ma la sua sofferenza e il suo dolore erano di gran lunga l’aspetto più vero e più credibile de L’esorcista. Qua invece no, abbiamo i preti modelli.

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Ma tranquilli, ce n’è anche per i maschietti, ovviamente: le figlie adolescenti sono naturalmente una più bella dell’altra, che le ragazze in queste seriacce da due soldi (e specialmente negli horror) o sono fighe o non esistono. Ah, naturalmente una delle due è una gran testa di cazzo. Non si capisce se è perché ha avuto un trauma non ancora specificato, se ha la demonite o se è la solita bimbaminkia del cazzo.

E per il ruolo della madre? Perché non darlo ad un Geena Davis che ha la voglia di recitare di un comodino, è che ad ogni battuta sembra dire “ehi! sapete che 3o anni fa ero figa pure io?”

Insomma, sono passati 10 minuti e tu speri che il Demonio si trascini all’Inferno tutta la famiglia assieme ai loro cari.

Ma era così difficile trovare gente normale, con un aspetto ordinario e spontaneo?

Immedesimazione, credibilità, partecipazione emotiva, vi dicono niente queste parole, cari scienziati della Fox?

Evidentemente no.

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Ne L’esorcista Friedkin passava metà film a farci entrare in empatia con la famiglia MacNeil, mostrandoci la traumatica separazione fra il prima e il dopo la possessione della povera Regan. Ed era proprio il calvario di quest’ultima a spezzare il cuore dello spettatore, che assisteva inerme alla progressiva distruzione di una ragazzina solare e sorridente. Regan era la rappresentazione dell’innocenza, e il fatto che il Diavolo l’avesse ridotta in quello stato era l’aspetto più sconvolgente di tutto il film.

E non era da meno la disperazione della madre, che si rivolge a Padre Karras solo dopo essere passata dalla via crucis di dottori, ospedali, psicologi e quant’altro. Insomma, tutto quello che farebbe una persona normale prima di bussare alla porta della Chiesa.

In The Exorcist invece succede più o meno questo:

Minuto 15 della prima puntata. La madre delle due ragazzine si presenta da Padre Thomas e dice una roba del tipo: “in casa mia succedono cose strane Padre, mia figlia ha avuto un incidente, gli è morto un caro e incredibilmente non sorride più come prima. Anzi, è diventata proprio stronza! Però non è depressione eh, io so cos’è la depressione. Poi ho trovato le sedie un po’ spostate in cucina, e un giorno ho trovato pure un fottio di libri per terra! Ah, e poi sento anche dei sussurri dentro le pareti. Insomma Padre, in casa mia c’è il Demonio, lei e i suoi pettorali potreste mica fare un salto intorno alle 19? Male che vada, ci guadagna una cena”.

Ma chi è il primate ha scritto sta roba?

Ah già. Bravo Slater, sei proprio un forte.

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Ah, mi stavo dimenticando di quella che forse è la cosa che vi interessa di più: The Exorcist non fa paura. Ma proprio niente eh, neanche un piccinino. Le scene di esorcismo sono la solita noia di urla e preghiere (e fortunatamente almeno Ben Daniels ci mette un po’ di voglia a recitare), e la tensione e l’inquietudine che regnavano nel film semplicemente non esistono.

Finalmente arriva il finale, e parte la paraculata suprema: Tubular Bells, il capolavoro di Mike Oldfield che mi emoziona fin da bambino, e che ovviamente mi ha emozionato anche questa volta.

Bastardi, usate pezzi della mia infanzia per comprare il mio consenso, ma non mi avrete.

Perché The Exorcist è solo una paraculata commerciale scritta con i piedi, recitata senza voglia da attori poco credibili presi solo per la loro figaggine e NON. FA. PAURA.

Qualcuno mi dirà: “una puntata non fa una serie, specialmente il pilot“. Beh, non sono d’accordo. Un pezzettino di merda, seppur piccolo, rimane sempre un pezzettino di merda, e basta e avanza per dissuadermi dal mangiare tutto lo stronzo.

E quindi io a questo giro passo, non ci penso nemmeno ad andare avanti. E non posso che consigliarvi di farvi del bene e spendere meglio il vostro tempo, che di prodotti meritevoli in giro ce ne stanno a palate.

E continuiamo a pregare, tutti insieme, che prima o poi un’entità superiore ci liberi da serie del genere.

Amen.

E se gli horror sono la vostra passione, fate un salto dai nostri amici di Film esageratamente da paura!

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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