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IL TRONO DI SPADE 6×04 – Book of the Stranger

IL TRONO DI SPADE 6×04 – Book of the Stranger My rating: 3.5 out of 5

Buongiorno a tutti, oggi a scrivere la recensione della puntata odierna del Trono di Spade è la supplente di Edoardo, il quale con molta magnanimità ha lasciato a me, Francesca, il compito di proseguire con il nostro sporco lavoro mentre lui approfitta del rinnovato bel tempo per andarsene al mare (NdA: ciò potrebbe non corrispondere a eventi reali).

Come sempre, ATTENZIONE: CI SARANNO SPOILER DI TUUUUUTTA LA PUNTATA, NON LEGGETE SE NON L’AVETE ANCORA VISTA!
Ok, io ve l’ho detto. Procediamo.

Bene bene, immergiamoci subito in questa fantastica sesta stagione, eccezionale nel suo genere poiché anche noi lettori ci troviamo finalmente di fronte a nuovo pane per i nostri denti: sapete infatti che, per la prima volta forse nella storia degli adattamenti di saghe letterarie, la narrazione del telefilm ha superato gli eventi raccontati finora nel libro e questo ha costretto gli sceneggiatori, fatti salvi alcuni cardini fermi, ad andare più a braccio di quanto erano abituati, mancando un canovaccio fisso di partenza a cui aderire o da cui discostarsi. Più o meno l’input presente sul set durante le riprese immagino sia stato questo:

La puntata si apre – come tutte quelle di questa stagione, pare – col nostro amico buontempone Jon su alla Barriera; l’ex insipiente Jon Snow si è fatto furbo e sembra intenzionato ad aggrapparsi al piccolo cavillo sofistico per cui, avendo promesso di servire i Guardiani della Notte fino alla morte, tecnicamente ora che è morto e poi risorto è perfettamente autorizzato a lavarsene le mani e partire per Honolulu insieme a mago Merlino, riscoprendo finalmente  che cosa si prova ad avere le chiappe al caldo.

Arriva però, oibò! Il gran colpo di scena, un momento del tutto inedito anche per chi ha letto i libri e persino commovente: alla porta bussano Brienne, Pod e soprattutto Sansa Stark, e possiamo assistere alla reunion tra i due quasi-mezzi fratelli. Molti di voi ricorderanno che tra Jon e Sansa non è mai scorso ottimo sangue, che la ragazza ha sempre parteggiato per la madre dando dei giri giganteschi al fratellastro bastardo, e perciò questo ritrovarsi ha in sé anche il gusto della rappacificazione. Due persone che probabilmente non avrebbero mai legato sono infine costrette dalla vita a cercare di costruire un rapporto.

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Brienne intanto, che è la versione 2.0 di quella del libro e tanto girava in tondo lì quanto qua è diventata il Risolutore e non sbaglia un colpo, guarda in cagnesco Melisandre e confessa senza remore particolari a lei e Davos Seaworth di aver giustiziato Stannis Baratheon. Ma nel telefilm non fotte più a nessuno di Stannis perché anche Melisandre ormai ritiene che il Principe Designato non sia mai stato il povero cristo da lei plagiato ma Jon Snow.

“Scusa, Stan, errore mio. Riposa in pace. Saluta anche tua figlia Shireen già che ci sei.”

Ci trasferiamo a Nido dell’Aquila dove non mettevamo piede da un po’ (e scommetto che non mancava a nessuno), con il contestuale rientro in scena di colui che se Westeros fosse VERAMENTE un luogo realistico, finirebbe senz’altro per sedere sul Trono di Spade: il re del quintuplo gioco, Petyr Baelish, che ormai abbiamo perso di conto nel capire da che parte stia, salvo la sua.

Dopo aver dato Sansa in pasto a Lord Scuoietto Junior e aver raccontato quella dell’uva a tutti (“avevo Sansa sotto gli occhi un attimo prima, poi mi sono girato un secondo per dare un’indicazione e Bolton l’aveva portata via!” più o meno), ci ripensa e decide che Nido dell’Aquila accorrerà in aiuto del Nord. O meglio, lo decide Robin Arryn Lord di Nido d’Aquila, il ragazzino imbelle, per nulla influenzato.

Segue il ritorno a Mereen e gli infiniti intrallazzi politici tra Tyrion, che a differenza della sua controparte sfigata del libro ha la strana abitudine qui di contare qualcosa, e… Missandei e Verme Grigio. Annamo bene annamo. Per fortuna che c’è Varys che con i suoi rolling eyes costanti tiene su la baracca.

Le vicende proseguono con il duo più amato dagli uomini friendzonati di tutto il mondo: Daario Naharis e Ser Jorah Mormont, ormai moribondo e costretto a prendersi botte di “vecchio” e “impotente” come se piovessero. Dopo una quasi inutile conversazione sull’appetito sessuale della regina Daenerys, i due approdano finalmente a Vaes Dothrak al salvataggio della loro bella dai capelli ossigenati d’argento; che però sappiamo non aver alcun bisogno di essere salvata perché lei è la Madre dei Draghi Distruttrice di Catene Nata dalla Tempesta Smarmellatrice di Gonadi e spacca i mattoni a quattro a quattro e dunque ha già un suo piano geniale per cavarsi fuori dall’ospizio delle vedove dei cavalli.

Passiamo all’altro capo del mare e alla nostra capitale del divertimento preferita, Approdo del Re, devastata ormai da mesi di austerity dovuta all’insediarsi della Santa Inquisizione guidata da Papa Francesco dall’Alto Passero: il quale bel bello decide finalmente di avere un colloquio con la povera Margaery Tyrell e di permetterle di parlare con suo fratello Loras, condannato con lui a marcire nelle segrete da almeno sei episodi. I loro parenti intanto girano attorno a se stessi per capire come tirarli fuori e l’unica soluzione trovata finora da nonna Olenna è in apparenza quella di aver finalmente cambiato il colore del copricapo, idea che però è piuttosto inutile ai fini della sopravvivenza dei nipoti.

Subentrano i Lannister decisi a prendere in mano la questione e salvare la baracca, dimentichi del fatto che sembrano avere il talento innato di generare più problemi di quanti ne risolvono. Chi ha armato il Credo Militante, Cersei? Vabbé che noi spettatori siamo smemorati, ma mica così tanto.

Saliamo su su nella cartina, verso Pyke, dove Theon Greyjoy, in arte Reek, finalmente può fare ciò che nella saga letteraria mai gli fu e, forse, sarà permesso: tornare a casa, dove viene accolto a braccia aperte dalla sorella Yara. La quale come noi non è smemorata e ricorda benissimo quanti uomini sacrificò pur di tentare di salvare suo fratello Theon che però rifiutò l’offerta e andò avanti, anche se il pacco di Affari Tuoi non conteneva in questo caso niente più della libbra di carne al quale era più affezionato. Altra cosa che Yara fatica a dimenticare, avendo ricevuto il suddetto pacco per posta.

Il nostro tour per Westeros non si placa e torniamo nel Nord, nella cara vecchia Grande Inverno, dove l’ex compagno di giochi di Theon, ovvero Ramsay Bolton, continua nella sua missione autoimposta in questa stagione di sfoltire un po’ il cast. La strategia di Ramsay in effetti lascia un po’ perplessi, considerato che a furia di farsi terra bruciata attorno non ha quasi più alleati, è come pretendere di vincere a Monopoli avendo solo una casa in Vicolo Stretto. L’idea degli autori della serie – che a differenza di George Ahr Ahr Martin hanno una visione un po’ manichea della vita – dev’essere quella di fare di Ramsay la grande nemesi simbolica di Jon per questa stagione. Bastardo VS Bastardo, i due Snow l’uno contro l’altro. Sento arrivare una telefonata direttamente dagli ultimi episodi…

E dulcis in fundo Daenerys e il suo piano: la Regina dei Draghi viene convocata nel sacro tempo di Vaes Dothrak per essere finalmente giudicata da quello che è tipo l’alto consiglio dei Khal o qualcosa del genere. Il senso di deja vu è forte: Dany manifesta uno dei suoi tipici attacchi di arroganza e i Khal, che in quanto uomini provano una istintiva stima nei confronti delle donne che li azzittiscono e li fanno passare da stupidi, la minacciano di riservarle il trattamento Cicciolina coi loro cavalli. La ragazza però in tutta risposta dà il sacro tempio alle fiamme e, unica sopravvissuta, ne esce incolume e senza vestiti cantando Let it go, let it go, the hot never bother me anyway (ah no mi confondo con la Regina Elsa e il ghiaccio) di fronte all’intero popolo Dothraki che a quel punto si inchina a lei, ignaro di quanto tale pratica sia solita portare enorme sfiga.

Ma Emilia Clarke non aveva detto che non avrebbe più fatto scene di nudo? Mah.
Eh ma se fosse uscita coi vestiti non era realistico.

E allora perché i capelli non le bruciano come accadeva nel libro?


Questo e altri interrogativi restano per ora aperti. Ghiaccio e Fuoco si incontreranno, infine? Il drago avrà tre teste? R+L=J? La storyline di Dorne avrà mai un senso? Bran a furia di viaggiare nel tempo diventerà il nonno di se stesso come Fry di Futurama? Sansa per suggellare l’alleanza coi Bruti verrà data in sposa al gigante?

Solo il tempo e la sceneggiatura a cazzo di cane potranno dircelo.


I Lannister pagano sempre i loro debiti: fate un salto su pagine belle belle come Game of Thrones ITALIALe cronache del ghiaccio e del fuocoCasa Stark – L’inverno sta arrivandoSerie Tv News e Serie tv, la nostra droga!

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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