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Il Trono di Spade 7×02: il ritorno della HBO

Il Trono di Spade 7×02: il ritorno della HBO My rating: 4 out of 5

Al secondo episodio de Il Trono di Spade, le cose cominciano a scaldarsi… non letteralmente.

Si sa, Il Trono di Spade ci mette un po’ a ingranare, e i primi episodi sono spesso un ripasso dei vari schieramenti e un prepararsi agli ultimi tre episodi bomba. Questa settima stagione però deve sbrigarsi, contando su tre episodi in meno, e dopo la carne al fuoco della scorsa volta, comincia a grigliare.

DA QUI IN POI SEGUIRANNO SPOILER, SIETE AVVERTITI

Roccia del Drago

Il secondo episodio de Il Trono di Spade si apre dunque, come prevedibile dal titolo (Stormborn, nata dalla tempesta) con un diluvio e con Daenerys. La Madre dei draghi è arrivata a casa alla fine del primo episodio, e ora deve stabilire il da farsi. Prima però fa una sculata a Varys, facendogli notare che dopo tutti i voltafaccia reali da lui compiuti le risulta un tantino complesso fidarsi. Il nostro pelato preferito le risponde con un’intensità inusuale per il mercenario che è sempre stato, e se la cava in barba (letteralmente) ai tentativi disperati di Tyrion di salvargli la faccia. Non solo, Varys si configura ancora una volta come uno dei personaggi più furbi, intelligenti e interessanti della serie. Non so voi, ma io attendo ancora di scoprire cosa intendesse la sacerdotessa rossa quando nella scorsa stagione gli ha tirato quelle frecciatine sul suo passato. Per far cagare addosso Varys, dev’essere qualcosa di importante.

Comunque, a proposito di sacerdotesse, nel frattempo a Roccia del Drago arriva la Sandra, che per chi non lo ricordasse era stata cacciata da Jon dopo che Davos l’ha additata come responsabile della morte della piccola Sheeren. Non è scomparsa nel nulla come qualcun altro…

Io ti aspetto, Gendry!

…ma è andata da Dany a dirle di chiamare Jon Snow, ora re del Nord, perché anche a lui i Lannister stanno sui maroni. Tyrion è d’accordo e Dany accetta.

Il Nord

Jon Snow riceve il messaggio di Tyrion e ferma subito Sansa, che in questa stagione è diventata un filo paranoica, dal diffidare del messaggio. Resta però difficile decidere se accettare l’invito o meno, ed è Davos (sempre intelligentone, lui) a suggerire che forse forse tre draghi fanno comodo in una guerra contro i non morti. Forse, eh.

Jon se la risolve comunicando di aver deciso di andare, nonostante qualcuno dei governanti del Nord si opponga. Non solo perché Daenerys ha un esercito enorme e tre draghi, ma anche perché nel frattempo ha saputo da Sam che a Roccia del Drago c’è un immenso giacimento di Vetro di Drago, che anche quello fa un filino comodo contro gli Estranei. Sansa gli sclera contro male fino a quando lui non le dice che nel frattempo il comando del Nord ce l’avrà lei. Allora lei si piglia bene e lui se ne va, ma non prima di averle suonate un po’ a Ditocorto, che quando si tratta d’amore è sempre fortunatello lui.

La sintesi della conversazione: “Tuo padre è crepato, ma alla tua non madre stavi un po’ sul cazzo eh? Comunque io la amavo e ora mi farei volentieri tua sorella”. Poi non dirmi che non te la sei cercata, Petyr.

Approdo del Re

Lo spazio dato alla nostra sanissima regina Cersei è poco questa volta, ma sufficiente a continuare a ricordarci che lei è tutta dritta. La troviamo sempre bella seduta sulla sedia più scomoda del mondo (il trono di spade, appunto) con di fronte un po’ di Tarly, precedentemente alleati coi Tyrell, ora traditori della corona. Cersei punta a denigrare Daenerys descrivendola come folle e sadica, mentre lei è così carina e coccolosa che per diventare regina ha fatto saltare in aria mezza città, ma dettagli. Comunque ci pensa Jamie a ingraziarsi tutti, promettendo cariche varie. Le battute sulle mani ormai sono fuori moda, dai. Inoltre Qyburn ha ideato una specie di gigantesca balestra che è in grado di uccidere i draghi, quindi la regina Lannister è tutta contenta e felice. Staremo a vedere.

La Cittadella

Possiamo proclamare Sam vincitore di questa puntata a tutti gli effetti. La parte dedicata alla sua storyline si apre con una visita “medica” a Jorah, il nostro sfigatello preferito, ormai mezzo distrutto dal Morbo Grigio. L’arcimaestro, con una delicatezza incredibile, gli dice che morirà tra parecchi anni, ma inizierà a cioccare di lì a poco, e di conseguenza dovrà lasciare la Cittadella il giorno dopo. Jorah sembra quindi spacciato, ma Sam trova in un libro una cura al Morbo Grigio in stato avanzato, sebbene illegale e dal dubbio esito. Decide quindi, tanto per cambiare, di disubbidire al divieto dell’arcimaestro e va a tentare di curare Jorah, regalandoci di nuovo un momento schifo nausea. Riuscirà a curare il povero mainaJorah? Lo scopriremo (forse) nella prossima puntata.

La volta che questo lo sgama gli fa il culo a strisce.

Daenerys e i piani di battaglia

La puntata torna un’ultima volta su Roccia del Drago e ci mostra Dany effettivamente alle prese coi piani di battaglia. Tutti, a parte Tyrion, sembrano incitarla ad agire di ignoranza in un unanime “ESCI I DRAGHI!”. Lei però “Non vuole essere la regina delle ceneri”, e quindi la propone più easy. Il verdetto sembra essere il seguente: tutti, tranne gli Immacolati, andranno a circondare Approdo del Re, mentre gli Immacolati bloccheranno Castel Granito: l’esito finale sarà una Cersei con le risorse tagliate. Tutti si dimostrano d’accordo, ma Olenna mette la pulce nell’orecchio a Dany: se lei è un drago, come tale deve comportarsi. Anche qui, staremo a vedere.

La questione Roccia del Drago si chiude su un momento hot romantico tra Missandei e Verme Grigio che non so sinceramente se definire disturbante o tenero. In ogni caso si guadagna la menzione perché ci regala il primo paio di tette della stagione.

Arya

Troviamo la giovane Stark nella taverna dove era stata rapita dalla Fratellanza senza Vessilli. Pertanto la ragazza incontra nuovamente quel simpaticone di Frittella, che si è fermato lì a lavorare come cuoco e che scopre che no, Arya non è un maschio, pur essendo molto badass. Grazie a lui, Arya viene a sapere che i Bolton sono stati sconfitti da Jon che ora regna sul Nord, e decide di tornare a casa. Questo non prima di imbattersi in un gruppo di lupi, capeggiati da un’ipotetica Nymeria, il metalupo che la ragazza ha liberato nella prima stagione. Tuttavia quando cerca di farsi riconoscere, l’animale prende e se ne va, e quindi Arya dichiara che no, quella non era Nymeria. Boh.

E infine, il casino

La puntata si conclude con una sequenza che vede coinvolti dorniani e Greyjoy, che sono partiti secondo gli ordini di Daenerys. Come al solito, Theon è costretto ad assistere alla sorella che se le beccia tutte, e in questo caso la fortunata (?) è la sempre libertina Ellaria. Tra il ritorno delle tette e del sesso ne Il Trono di Spade, la HBO è davvero tornata a farsi sentire.

Tuttavia il limone ha durata breve, perché tre secondi dopo le navi vengono attaccate da nientepopodimeno che Euron Greyjoy, che sta un po’ incazzato. Scoppia un casino pazzesco fatto di splatter (HBO strikes again!), navi infuocate e Serpi delle Sabbie come sempre inutili. Addirittura due muoiono, mentre Ellaria e Tyene vengono prese in ostaggio. La scena si chiude con la vittoria schiacciante di Euron, dettata soprattutto dalla cattura di Yara, di fronte alla quale il caro Theon Greyjoy dimostra definitivamente di non avere le palle e scappa, buttandosi in mare.

In conclusione, questa puntata de Il Trono di Spade conferma il ritorno della HBO anche coi colpi di scena, le morti belle rapide e tanto, tantissimo hype. 


P.s. trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

P.p.s. già che ci siete fate pure un salto su Game of Thrones ITALIALe cronache del ghiaccio e del fuocoCasa Stark – L’inverno sta arrivando,

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1994, ma nessuno ci crede e ancora bersi una birra è complicato. Cinema, libri, videogiochi e soprattutto cartoni animati sono nella mia vita da prima che me ne possa rendere conto, sono stata fregata. Non ho ancora deciso se sembro più stupida di quello che sono, o più furba; pare però che il cinema mi renda, quantomeno, sveglia. Ah, non so fare battute simpatiche.

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