Twin Peaks 3 Episodio 13 David Bowie Jeffreys David Lynch Mark Frost Angelo Badalamenti Kyle MacLachlan Laura Dern Sherlyn Fenn
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Twin Peaks 3 – Episodio 13: Doppel Cooper come Bruce Willis

Twin Peaks 3 – Episodio 13: Doppel Cooper come Bruce Willis My rating: 4 out of 5

È quasi Ferragosto, ma David continua ad essere implacabile: vi invito al ripassone degli episodi precedenti e come al solito vi sconsiglio caldamente di proseguire nella lettura se l’Episodio 13 per voi è ancora un pianeta inesplorato.

Informazione di servizio: la prossima settimana l’appuntamento di TheMacGuffin con Twin Peaks 3 verrà affidato al nostro Edoardo perché la sottoscritta cialtrona sarà in ferie.

Dougie presidente di Twin Peaks 3

Quel bonaccione di Lynch decide che è arrivato il momento di far scattare il trenino, e ci delizia con i frizzanti festeggiamenti dei Mitchum e dello staff del casinò alla compagnia assicurativa di Dougie. Mentre i Mitchum Bros si prodigano in faraonici doni e salamelecchi, Anthony va leggermente in diarrea: scopre in quel momento che il piano di Todd è fallito. Galeotta fu la torta di ciliegie. Todd non la prende benissimo e gli dà altre 24 ore per porre fine alla catatonia del nostro Cane di Ceramica.

Anche a casa di Dougie vengono recapitati ad un’estasiata Naomi Watts cadeux importanti: auto, palestre gioco da giardino per il figlioletto, 50 cammelli, eccetera. Naomi ormai è in un’altra dimensione. Nella sua personale Cartoonia, Dougie (che continua a fissare il vuoto con aria smarrita) è perfettamente in bolla. Da un certo punto di vista cominciamo a capirla: era sposata con un puttaniere sovrappeso pieno di debiti. Le è tornato a casa un po’ po’ di Cooperino pulito, in forma, prestante, ricco e soprattutto ZITTO. Dalle torto.

Doppel Cooper che gioca a chi è il supermacho?

Doppel Dale non ha rinunciato alle coordinate, e insegue Ray al covo di un gruppo di malavitosi (di cui scopriremo fa parte anche Richard Horne) capitanati da colui che ho prontamente ribattezzato Mastro Lindo. Un buzzurro enorme, pelato e sudatissimo, col vizietto di sfidare a una tenzone di braccio di ferro qualunque malcapitato. Il prezzo da pagare per la sconfitta è unirsi al gruppo, la ricompensa per la vittoria è diventarne il boss. Ma ecco, Mastro Lindo in realtà non l’ha mai battuto nessuno.

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Lynch alla fine è un truzzo come noi.

La scena del duello a braccio di ferro è fino ad ora una delle più riuscite di Twin Peaks 3: quasi ti dispiace per la cocente umiliazione cui viene sottoposto Mastro Lindo. Il fugace rammarico si vaporizza in entusiasmo nell’istante in cui Doppel Cooper lo fa fuori con un pugno, roba che il Bruce Willis di L’ultimo boyscout può accompagnare solo.

Chiede a quel punto di essere lasciato con Ray per interrogarlo. Per non sapere né leggere né scrivere lo gambizza subito e Ray si mette a cantare che manco la Callas. Dateci dentro col cotton-fioc e sturatevi le orecchie, che qui si fa sul serio: il mandante dell’omicidio di Doppel Cooper è Phillip Jeffries.

Esatto. David Bowie. State bboni che alle teorie del complotto ci arriviamo tra poco. Doppel si fa dare le famose coordinate ottenute tramite Beth, la segretaria di Hastings, e chiede informazioni sull’ultimo indirizzo conosciuto di Jeffries. Sembra essere un “non luogo” che si chiama The Dutchman, e che a mia memoria non è mai comparso nell’universo espanso di Twin Peaks. Scopriamo a ruota che Ray avrebbe dovuto uccidere Cooper e mettergli al dito l’anello con l’emblema del gufo: il perché ci è presto chiaro. Doppel lo fa indossare a lui e lo fredda con un colpo alla testa. L’anello svanisce immediatamente per ricomparire nella Loggia, con l’immagine del cadavere di Ray.

Quer pasticciaccio brutto de Twin Peaks 3

Prendiamoci tutti un’aspirina e proviamo a ricapitolare.

  • Sembrano esserci due netti schieramenti, alle spalle dei nostri amichevoli Cooper di quartiere. Per comodità uno lo chiameremo Bob e l’altro Laura.
  • Come se fosse Highlander, ne resterà soltanto uno. È la battaglia tra il bene e il male.
  • Per il team Laura: il Gigante e compagnia nella presunta Loggia Bianca. Mike, che sostanzialmente passa le giornate ad evitare che Dougie Cooper venga ammazzato. A questo punto direi anche Phillip Jeffries, che avevo dato dubbio, ma che parrebbe aver avuto un ruolo attivo nel cercare di eliminare Doppel Cooper: l’anello si direbbe uno strumento per riportare Bob nella Loggia Nera. Il Maggiore Briggs, il cui ruolo ancora non è chiarissimo. Sarah Palmer, che continua a mettere in guardia la qualunque.
  • Per il team Bob: Todd con la schiera di scagnozzi sottoposti. I “tagliaboschi”. Presumibilmente, Raffaella Carrà. Lascio un punto interrogativo su Tim Roth e compagnia: lavorano per Doppel Cooper e sono ovviamente dalla sua parte, ma non è chiaro se siano consapevoli della lotta tra bene e male.

Ma quindi David Bowie è vivo?

Altro elemento curioso è la presenza costante dietro le quinte di Phillip Jeffries: nei frenetici confronti post puntata con i miei amici mi è stato fatto notare un frame interessante. Di spalle, nei bagni dell’agenzia assicurativa, più avanti nella puntata si vede un uomo vestito di bianco che ha esattamente lo stesso outfit di Jeffries in Fuoco cammina con me. Se assumiamo che Jeffries sia team Laura la sua presenza in quel frangente sarebbe anche plausibile: sta sorvegliando e proteggendo Dougie Dale.

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In alto, Bowie di spalle in FCCM. In basso, sconosciuto nel bagno in Twin Peaks 3.

Si spalancano tante meravigliose opzioni, che illustrerò di seguito in ordine dalla più alla meno verosimile:

  1. David Bowie avrebbe dovuto prendere parte al progetto ma è mancato prima delle riprese. A Lynch la sceneggiatura piaceva con Jeffries e ha semplicemente deciso di usare escamotage per non mostrarlo.
  2. Quello che Ray crede sia Jeffries in realtà non è Jeffries ma qualcuno che si fa passare per lui. Chi?
  3. David Bowie verrà riesumato e riportato in vita a breve.
  4. David Bowie non è mai morto. Era tutto un trick per fare il botto con Twin Peaks 3 e all’ultima puntata suonerà alla Roadhouse (sognare è gratis).
  5. Ad Arcore erano solo cene eleganti.

Quello che i Dougie non dicono

Tonio Cartonio Cooper la fa da padrone in questo tredicesimo episodio di Twin Peaks 3 regalandoci un’altra sequenza indimenticabile.

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Corri, Forrest.

Anthony si è deciso ad avvelenargli il kafèèè. Lo attira al bar con la promessa di kafèèè e approfitta della sua attrazione pericolosa per la torta di ciliegie per versare il veleno nella tazza. Tornando al tavolo, Dougie va in trip con la forfora di Anthony e gli appoggia le mani sulle spalle. Lui si convince che sia un modo sofisticato per dirgli: “ho capito che mi vuoi morto” e si fa prendere dal rimorso. In lacrime gli chiede scusa, getta via il caffè e si fionda nell’ufficio del direttore a vuotare il sacco.

Racconta tutto: la truffa assicurativa, le manovre coi Mitchum, persino il tentato omicidio. E il direttore senza fare una grinza gli comunica che lo sapeva, Dougie glielo aveva già detto. Plausibilmente con gli scarabocchi sulle scartoffie di qualche puntata fa. Offre al pentito un perdono totale, a patto che testimoni contro Todd.

Tutto grazie a Dougie. Alle raffinate modalità comunicative di Dougie. Agli eloquenti silenzi di Dougie. Lo stesso Dougie che per entrare in ufficio va sistematicamente a sbattere contro la porta a vetro finché qualcuno non gliela apre. Signori, io qui alzo bandiera bianca.

Il mystero di Audrey Horne

Ritroviamo Audrey ancora intenta a cercare di convincere Charlie a rivelarle le informazioni di Tina. Il dialogo tra i due in questo secondo appuntamento assume decisamente connotati onirici: lui la minaccia di “terminare anche la sua storia” e lei afferma di non sentirsi se stessa, e che le sembra “di essere tornata a Ghostwood”.

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E poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.

Ghostwood era il progetto edilizio di Ben nelle prime due stagioni e non sembra avere attinenza con quello scambio di battute. L’atmosfera nello studio di Charlie è talmente paradossale che tra amici stiamo partorendo idee bizzarre. Anche in questo caso più o meno verosimili.

  1. È semplicemente Lynch. Si diverte a vederci soffrire.
  2. Audrey è ancora in coma (spiegherebbe perché nessuno le abbia detto nulla di Richard) e Charlie è parte del suo sogno.
  3. Charlie è un terapeuta e stiamo assistendo alle loro sedute.
  4. Ad Arcore erano solo cene eleganti.

Le cartoline da Twin Peaks 3

Proseguiamo con piacere la rubrica “sequenze che se non c’erano vivevo bene uguale“.

  • La deprimente comparsa del povero Big Ed, scaricato da Norma per un bellimbusto di nome WALTER.
  • Walter che ha fatto aprire a Norma quattro franchise del Diner, e che cerca di convincerla a usare ingredienti a basso costo per le torte.
  • Jacoby che va a trovare Nadine al negozio di guide silenziose per le tende, e Nadine che gli mostra adorante la pala dorata esposta in vetrina.
  • Sarah Palmer che guarda in loop alla TV la stessa sequenza di un incontro di boxe (o forse un film di David Lynch).
  • I poliziotti che si fanno una risata e cestinano i risultati quando scoprono che le impronte di Dougie appartengono a un ex agente dell’FBI evaso.
  • Tim Roth che guida.
  • James.

Anzi, su James spendiamo due parole in più.

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Prenderlo a schiaffi, oggi come 25 anni fa.

Lynch sceglie di proporci come concerto di chiusura alla Roadhouse James che si esibisce in un’interpretazione di Just you and I. Lo stesso pezzo che 25 anni fa aveva dedicato a Donna e Maddy, suscitando nelle due pulzelle sguardi adoranti e in noi cinici bastardi conati di vomito. Ebbene, anno del Signore 2017 la reazione è identica: nel pubblico fanciulla ignara che lo guarda trasognata, inconsapevole del fatto che James le intorta tutte così. E noi che andiamo in bagno a prendere una lametta. Ora: se questa non è l’opera di qualcuno che ci odia, signori, io non mi chiamo più Rossella O’Hara.

Venite a soffrire con noi sulla bacheca di TheMacGuffin: l’appuntamento con Twin Peaks 3 torna la prossima settimana a cura di Edo, noi ci becchiamo tra due. Non spoileratemi in vacanza che vi vengo a cercare.


P.s. Se gli horror sono la vostra passione, fate un salto dai nostri amici di Horror Italia 24!

P.p.s. e ricordatevi anche di visitare la pagina Twin Peaks – La Gazzetta Italiana!

 

Article written by:

Sara Boero

Sua madre dice che è nata nel 1985, a lei sembrano passati secoli. Scrive da quando sa toccarsi la punta del naso con la lingua e poco dopo si è accorta di amare il cinema. È feticista di Tarantino almeno quanto Tarantino dei piedi. Non guardatele mai dentro la borsa, e potrete continuare a coltivare l’illusione che sia una persona pignola.

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