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Twin Peaks 3, episodio 3-4: i Cooper non sono quello che sembrano

Twin Peaks 3, episodio 3-4: i Cooper non sono quello che sembrano My rating: 5 out of 5

Se vi siete persi le recensioni dei primi due episodi di Twin Peaks 3  le trovate qui.

Anche questa volta ci spariamo due episodi di fila, ma pare che ora che ci hanno resi dipendenti, come tutti i buoni pusher, centellineranno le dosi fino a fine giugno. Io sono già in astinenza piena.

Cercate di iniziare questa terza puntata con qualcuno di caro e psicologicamente stabile, o surrogate la presenza umana con un orsetto di peluche, un barattolo di Nutella, un coniglio bianco, fate voi. Purché sia qualcosa di morbido, caldo e affettuoso: vi aspetta circa un quarto d’ora di trip angosciante.

COMUNQUE: spoiler. Spoiler come se piovessero spoiler. Non continuate a leggere se non avete visto il terzo e il quarto episodio. Non scherzo, non barate.

Episodio 3

Cooper (quello vero) è in un trippone da peperonata scaduta che nemmeno Dumbo dopo la prima sbronza: si trova in una stanza scura dai colori rosati, con una cinese senza occhi che comunica a gesti e mugolii. La creepy donna-senza-occhi sembra volerlo mettere in guardia da qualcosa che vuole entrare, e gli indica un marchingegno che segna prima le “15”, poi le “3”. La stessa ora indicata nell’auto di Doppel Cooper, che è ancora alla guida dove l’abbiamo lasciato.

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La cinese cieca esce sul tetto della navicella in cui si trovano e tira una leva, che la defenestra nello spazio: la ritroviamo poco dopo nella stanza non-più-rosa, e con gli occhi al loro posto. Lo so. Lo so. Abbracciate il cuscino e fate una telefonata alla mamma.

E qui, il volpone di Lynch ci tira fuori un asso dalla manica: Dougie. Dougie è un doppeldoppelganger. Un tripelganger. Un “manufatto” (realizzato forse da Doppel Cooper per evitare di essere risucchiato nella Loggia), con le fattezze di un Cooper inciccionito. Intendiamoci: Dougie ha una vita sua, apparentemente anche piuttosto vivace. Qualcuno lo vuole morto. È sposato con Naomi Watts e hanno un figliolo. Ha un senso dello stile discutibile.

Sia quel che sia, alle tre in punto – mentre Cooper viene risucchiato dal macchinario nella navicella, sia Doppel Cooper (sempre alla guida) che Dougie hanno un tremendo attacco di vomito (la peperonata scaduta?). Doppel Cooper fa un incidente e viene ritrovato dalla polizia più tardi, Dougie non se la passa altrettanto bene ed è aspirato dal condotto di areazione, mentre Cooper prende il suo posto sul pavimento. Il povero Dougie si ritrova nella Loggia, dove esplode (sic) – lasciando dietro di sé solo un anello con l’emblema del gufo e una biglia dorata. Raccolta doviziosamente da Mike (perché non si butta via niente) e piazzata su un tavolino di onice nera col piedistallo a conchiglia, sempre per onorare la migliore tradizione di accessori pacchiani che affollano la Black Lodge.

Pace all’anima sua: è esploso, ma non invano. Cooper è finalmente libero di tornare nel mondo reale (non del tutto, come vedremo, visto che il Doppel Cooper lo ha fregato mandato Dougie al suo posto). La ragazza che era con Dougie crede si tratti ancora di lui. Anche se pesa venti chili in meno, indossa un completo da agente dell’FBI, ha un altro taglio di capelli, in tasca ha solo la chiave del Great Northen e… si esprime a monosillabi, in evidente stato di catatonia. Lo va a scaricare al casinò e durante il tragitto incontriamo una serie di meravigliosi cartelli che ci riportano immediatamente all’universo di Twin Peaks: “via Sycomore”, due R cerchiate su un manifesto pubblicitario, eccetera. E al casinò Dale, ancora in stato catatonico, regala assolutamente il meglio infilando una serie di jackpot e continuando a muoversi nel mondo come se si trovasse ancora nella Loggia.

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Dopo un breve dialogo non necessario tra Hawk, Andy e Lucy alla stazione di polizia di Twin Peaks, e dopo aver visto il dottor Jacoby che da solo nel bosco spruzza delle pale di vernice dorata (oh, raga, è Lynch, che vi devo dire), questa nuova stagione ci strappa il suo primo, commosso, applauso con l’entrata in scena di Gordon e di Albert (entrambi in grande spolvero).

Stanno discutendo proprio del duplice omicidio di New York (ricordate il cubo di vetro?)  e ricevono una telefonata che li informa che… Cooper è stato ritrovato. Standing ovation. Con l’ennesimo concerto alla Road House si chiude il mio episodio preferito di Twin Peaks 3 (per il momento).

Vi invito a sparare le vostre elucubrazioni mentali sulla pagina del MacGuffin, e ve ne lascio una mia, che alla fine dell’episodio 3 sembrava filare come la mozzarella ma che con l’episodio 4 (e relativa scoperta che effettivamente Doppel Cooper NON è tornato nella Loggia e cammina tra i vivi) si è rivelata cannata. Avevo ipotizzato che il cubo di vetro fosse una sorta di portale per la Loggia (infatti è lì che Cooper fa la sua prima tappa quando viene catapultato fuori dal Doppel-braccio-ramo, proprio mentre i ragazzi stanno per entrare a farsi ammazzare). E avevo supposto che lo stesso portale avrebbe potuto essere stato utilizzato da Doppel-Cooper “sulla via del ritorno”, rendendolo il candidato numero uno al duplice omicidio. Per quanto affascinante, beh, questa teoria era una scemenza. Buttatemi lì le vostre. Non vi giudico.

Episodio 4

State pronti con l’applauso in caldo, perché all’inizio dell’episodio 4 rientra in scena David Duchovny nei panni di… Denise. Che è molto più femminile di me nelle giornate migliori. E che non si risparmia la tirata moralista a Gordon, a quanto pare “occhio lungo” nei confronti delle giovani colleghe. Non ce n’eravamo mica accorti, no. Non avevamo affatto il sospetto che l’intera stagione 2 di Twin Peaks fosse una scusa becera per limonare impunemente Mädchen-Shelly-Amick.

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Finalmente conosciamo il nuovo sceriffo, “il fratello dello sceriffo Truman”: l’attore che interpretava Truman si è felicemente ritirato alle Hawaii e di tornare a Twin Peaks non ne ha voluto sapere. E scopriamo con sconcerto che Bobby Briggs è diventato uno sbirro: Bobby ci regala (con immensa soddisfazione della vostra affezionatissima) il primo momento potentemente melò della stagione, quando scoppia a piangere in modo incontrollabile davanti a una foto di Laura Palmer. 25 anni per digerirla e ancora appena la vede si prende ammerda. Salta fuori che Doppel Cooper è stato una delle ultime persone a vedere il Maggiore Briggs prima che morisse in un incendio – come anticipato dalla telefonata misteriosa della puntata precedente. L’oggetto del loro colloquio per il momento, indovinate un po’… resta un mystero.

Veniamo a sapere che Lucy ed Andy sono stati capaci di crescere un figlio che si fa chiamare WALLY BRANDO, e che gira per gli States in Harley dandosi un tono che manco il James dei bei tempi, ma con l’aggravante grottesca di essere l’attore che interpreta Scott Pilgrim (non so se rendo).

Quando ritroviamo Dale le mie teorie sul cubo di vetro crollano miseramente: l’uomo senza un braccio gli spiega che è stato ingannato, con il non-ritorno del Doppel Cooper alla Loggia, e che adesso per mettere a posto le cose uno dei due Cooper deve morire (sono già triste).

A questo punto diventa anche orrendamente chiaro che il Dale da cui Gordon e Albert sono stati chiamati, detenuto in una prigione federale, non è affatto il nostro Dale ma il Doppel Cooper. Durante un breve colloquio in carcere, D.P. (Doppel Cooper) spiega ai “colleghi” di aver lavorato a lungo sotto copertura con Phillip Jeffries, e assicura anche di aver avuto un incidente proprio mentre stava venendo a fare rapporto sull’attività di quegli anni.

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Sarà la monoespressione, sarà il capello lungo che puzza di Bob lontano un chilometro, sarà il pollice assertivo un po’ rigidino: Gordon e Albert mangiano la foglia. Quello non è davvero il LORO Cooper. E allora, chi diavolo è? MYSTERO! Per loro. Per noi no, va beh.

Vi rinnovo l’invito a raccontare le vostre impressioni sulla pagina del MacGuffin, che qui ci vuole una lunga segamentalizzata di gruppo o alla prossima settimana non ci arriviamo vivi.

Io sono ancora ben lontana dal quadro generale e brancolando nel buio inciampo in domande casuali. Per esempio: che ne è stato dell’assassino di Scream? Portatemi da bere, per favore.

Le recensioni continuano qui:

Episodio 1-2

Episodio 5

Episodio 6


P.s. Se gli horror sono la vostra passione, fate un salto dai nostri amici di Horror Italia 24!

P.p.s. e ricordatevi anche di visitare la pagina Twin Peaks – La Gazzetta Italiana e Twin Peaks Italia!

Article written by:

Sara Boero

Sua madre dice che è nata nel 1985, a lei sembrano passati secoli. Scrive da quando sa toccarsi la punta del naso con la lingua e poco dopo si è accorta di amare il cinema. È feticista di Tarantino almeno quanto Tarantino dei piedi. Non guardatele mai dentro la borsa, e potrete continuare a coltivare l'illusione che sia una persona pignola.

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