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Westworld 2×01 – Un tranquillo ritorno all’inferno

Westworld 2×01 – Un tranquillo ritorno all’inferno My rating: 4 out of 5

Ce la siamo sudata, eh? Quasi due anni per tornare ai violenti piaceri e alla loro violenta fine. Anche se, tecnicamente, qua siamo a un violento inizio di questa seconda stagione di Westworld. Più nelle immagini che in quello che succede per portare avanti la storia, ma andiamo con ordine, altrimenti con tutte le informazioni che mi frullano in testa ho pure io bisogno di un’aggiustatina da parte di Ford. O di Maeve. O Bernard. Boh, qua non si capisce chi mi possa davvero aggiustare. Eviterò facili battute sul fatto che sarebbe probabilmente Maeve.

Ah, se siete le persone migliori del mondo e volete recuperare tutte le recensioni della prima stagione di Westworld le trovate qua. Gli altri tutti con me, d’ora in poi seguiranno spoilerz violenti sulla 2×01.

Bernard uber alles.

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Perché sembra chiaro che possa essere lui uno (se non il) protagonista di questa seconda stagione. Capace (ma forse incapace) di essere il vero ago della bilancia dentro Westworld. Tolto quanto ogni singolo istante di fronte al Bernard di Jeffrey Wright mi faccia innamorare sempre più di lui, lo vediamo scisso sia nell’anima che nel tempo. Bernard sa di essere un host. Sa di essere stato costruito a immagine e somiglianza di Arnold. La domanda è: si comporta come se fosse ancora umano perché è abituato così o perché c’è ancora qualcuno che lo controlla? Ford ha lasciato stringhe di codice sparse nella sua mente? Bernard ora è la spia perfetta, deve solo decidere da che parte stare: può far crollare entrambe le fazioni, gli basta scegliere.

Anche se quelle simpatiche iniezioni e le 72 ore di autonomia fanno presagire un deterioramento della batteria più veloce di un iPhone nel momento in cui lo spacchetti.

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Ma concentriamoci sul suo tempo. Westworld ci ha già abituati a più linee temporali. Bernard ne ha palesemente due al momento, ma quanto sono ravvicinate? Dalle nozze rosse western + conseguente fuga con Charlotte (che aumenta la sua carica erotica ogni nanosecondo che passa) fino al risveglio sulla spiaggia, quanto passa? I corpi decomposti suggeriscono che sia un lasso non troppo breve. Anche se non ho tutte queste competenze medicolegali e magari le larve dentro l’occhio di Ford appaiono già il giorno dopo. E no, non cercherò su Google dopo quanto tempo i vermi banchettano sui cadaveri, quindi se c’è un anatomopatologo nei paraggi ci venga in aiuto.

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Resta il piccolo problema di che fine abbia fatto Charlotte, tra un contrabbando e l’altro. Che quindi è per il DNA degli ospiti? Per mappare la gente tipo Snapchat? Bah, mi pare un po’ troppo poco, spero che la posta in gioco sia molto più alta. Strafighi i droni host comunque, sembrano i cattivi da menare in un qualsivoglia film Marvel.

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“Se non riusciremo a difendere Westworld stai pur certo che la vendicheremo”.

Facciamo intanto conoscenza del nuovo arrivato, questo Jason Statham made in Delos che non me la conta giusta. Ve la butto lì: è un host anche lui, e Bernard lo sa (dai, gli anticipa una frase) o lo scoprirà a breve. A fine stagione di Westworld contiamo quante ne ho cannate, promesso.

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Ecco, su Maeve ho bisogno di più. Perché ok far vedere quanto sia la più “risvegliata” di tutti gli host, che spacca i culi ovunque e potrebbe pure farsi dare l’incarico da Mattarella, ma non si può ridurre la sua storyline alla ricerca della figlia. Che lei sa benissimo essere finta. Sono convinto che la dolce scampagnata di lei, Hector e il coglioncello urlante di cui non ricordo il nome si intreccerà inevitabilmente al resto, chiudendo sta menata della figlia in due maniere: lasciandola perdere o rendendo importante proprio quello specifico host, magari in relazione al rapporto che ha con la stessa Maeve. Regina del “tira più eccetera eccetera”.

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E Dolores? Eh, sono belini amarissimi con lei. Non credo abbia la coscienza totale come Maeve, ma a differenza sua sa perfettamente cosa vuole: sterminare e conquistare. Immaginatela con le capacità portate al limite massimo, uscita da Westworld creerebbe il panico. O diventerebbe presidente degli Stati Uniti, a voi la scelta. Teddy è sempre utile come una stufa a pellet all’inferno.

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Spostiamoci verso il mio secondo amore (platonico) di Westworld: Ed Harris. Cioè il Black Man. Cioè William. Come stracazzo lo chiamo adesso? Vabbè, ci penserò. Ora ha finalmente ottenuto quello per cui ha lottato così tanto: il gioco vero, dove o vinci o muori. Tutto figo tutto yeah, ma adesso? Sarà solo un semplice “trova l’uscita e avrai salva la vita?”. Deve esserci di più. Il bimbo-Ford è messo lì apposta per sottolineare come ci sia dell’altro, perché allora Westworld diventerebbe un semplice survival western con tanta azione e poco ragionamento.

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Il mio timore è proprio questo: che cambi la sostanza stessa della serie. La prima stagione era tutto un gioco a incastro per capire come e quando si sarebbero ribellate le macchine. E le motivazioni dietro alla rivolta. Ora? Voglio altri maze, altri segreti sul parco, altri risvolti personali sui protagonisti. Altrimenti passiamo pure a “gli androidi invadono Manhattan” e via. Caro Jonathan e cara Lisa, credo in voi.

Il finale della puntata, in tutto ciò, mi fa ben sperare. Perché oltre a lievi accenni era tutto un raccolto della prima stagione. Qua invece siamo a una svoltona: un mare di host morti, uccisi (pare) da Bernard senza che nemmeno lui sappia perché. Ma, e qua vi voglio, siamo sicuri ci sia solo un Bernard? Perché le due linee temporali potrebbero invece essere combacianti con due Bernard diversi. Staremo a vedere.

Altre considerazioni.

Sono sempre più convinto che Logan (ormai anzianotto pure lui) dovrà ancora giocare un ruolo fondamentale in Westworld. Riappari, dolce trombatore seriale.

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Come with me for fun in my buggy.

Thor3 è vivo e vegeto, sono molto più sollevato.

Elsie? Sempre desaparecida nei meandri del parco.

Ford è morto? Ma morto morto morto? Oh, resta una conclusione splendida per il suo personaggio, però scoprire che quello era solo un host sarebbe plausibile. E, in effetti, un po’ banalotto.

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Piccola ultima informazione di servizio: ci sono SEI PARCHI. Cioè, almeno sei parchi. E sono collegati. Westworld, Giappone feudale, uno con le tigri più altri tre. Fateceli vedere, vi prego.

Bene, direi che con le speculazioni abbiamo finito. In caso non vi rivedessi la prossima settimana: buon pomeriggio, buonasera e buonanotte. E buone botte.

Ah, già che ci siete ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di Westworld Italia e Westworld – Italia!

Article written by:

Edoardo Ferrarese

Folgorato sul Viale del Tramonto da Charles Foster Kane. Bene, ora che vi ho fatto vedere quanto ne so di cinema e vi starò già sulle balle, passiamo alle cagate: classe 1992, fagocito libri da quando sono nato. Con i film il feeling è più recente, ma non posso farne a meno, un po' come con la birra. Scrivere è l'unica cosa che so e amo fare. (Beh, poteva andare peggio. Poteva piovere).

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