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Alessandria Film Festival 2017: a tu per tu con Lucio Laugelli

Sono partiti da 180 pellicole di registi emergenti da tutto il mondo e sono arrivati a 21, il numero dei lavori in lizza per la prima edizione dell’Alessandria Film Festival, che da oggi al 5 marzo animerà il Teatro Comunale di Alessandria con un concentrato di cultura e passione cinematografica.

I cinque lungometraggi saranno proiettati in Sala Ferrero, mentre i 16 corti si potranno visionare e godere in Sala Zandrino.

Film per tutti i gusti: dall’animazione alla commedia, con una particolare attenzione per le opere di forte impatto sociale, che non hanno timore di affrontare anche tematiche scomode e difficili da narrare. Ma facciamoci raccontare qualcosa in più da uno dei direttori artistici del Festival, nonché organizzatore, il regista alessandrino Lucio Laugelli (una vecchia conoscenza di noi macguffiniani…).

Alessandria Film Festival

Buongiorno Lucio, e bentornato su TheMacGuffin (in realtà siamo quasi stufi di intervistarti, ma lo diciamo solo tra noi, tranquillo…!) Scherzi a parte, questa volta ti sei lanciato in un’impresa dai toni pressoché epici: portare un concentrato di cultura cinematografica in quel di Alessandria, puntando tutto sulla qualità degli ospiti e delle pellicole proiettate: come ti è venuta l’idea?

Grazie ragazzi, io invece non sono stufo: vi sentirei una volta al giorno perché ogni volta che leggo il nome del vostro progetto penso a Hitchcock, alla lampadina nel bicchiere di latte de “Il sospetto” o alla busta piena di dollari di “Psyco”.  L’idea comunque mi frullava in testa da anni, trovo impensabile che una città di quasi centomila abitanti non abbia un suo festival cinematografico. Quest’estate ho incontrato Stefano (Careddu – l’altro direttore artistico) e per caso abbiamo iniziato a parlarne… dopo poco più di sei mesi, eccoci qua.

Tra organizzatori, staff e collaboratori abbiamo notato che siete tutti ragazzi giovani e rigorosamente alessandrini (o alessandrini di ritorno): alla faccia di chi dice che da queste parti non si fa mai niente! Come si è consolidato il vostro gruppo di lavoro?

Il pensiero che nelle città medio-piccole non si faccia mai niente è un luogo comune, purtroppo… inoltre l’abitante-medio di una città di provincia (che sia del nord, del centro o del sud) si lamenta del posto in cui sta a prescindere, senza fare nulla per migliorarlo. Io invece ho la fortuna di aver incontrato, negli anni, persone in gamba che si mettono in gioco mettendo a disposizione la propria professionalità. Il gruppo con cui lavoro è più o meno sempre le stesso, da anni… ma la cosa interessante è che se si lavora bene, con rispetto e passione poi si raccolgono risultati, a volte anche importanti: e allora, ogni anno il gruppo diventa più numeroso! Per esempio quest’estate ho conosciuto Stefano che, a sua volta, collabora da tempo con altre persone in gamba ed ecco qui uno staff che, in pochi mesi, ha creato qualcosa di valido, almeno questo è quello che ci auguriamo.

Laugelli e Careddu

Gli organizzatori e direttori artistici del Festival, Lucio Laugelli e Stefano Careddu

Un Festival interamente dedicato al cinema: un azzardo, specialmente di questi tempi e nel nostro Paese, dove fare (e campare) di cultura sembra sempre più una chimera?

Sicuramente è un azzardo puntare sul cinema indie e basta, per questo, nel programma, abbiamo inserito anche altre opportunità per attirare non solo i cinefili più sfegatati: penso alle iniziative per i bambini (i cine/mini) o alle lezioni di cinema per le scuole superiori così come il dj-set del sabato in concomitanza con l’Alffood: anche il cibo e una buona colonna sonora possono rendere il più pubblico più numeroso ed eterogeneo.

Per rispondere invece alla questione del campare di cultura: la mia professione non è quella di organizzare eventi, per campare faccio video (che, spesso, con la cultura nulla hanno a che fare). Lo stesso la quasi totalità delle persone che lavorano con me affiancano ad una professione principale altri impegni come, per esempio, il coordinamento di questo Alessandria Film Festival. Ovvio che l’area di competenza, per la maggior parte di noi, è sempre quella culturale e della comunicazione ma c’è anche qualcuno che fa nella vita tutt’altro e ha semplicemente una grande passione per il cinema.

Quanto impegno c’è dietro questo Festival, parliamo di tempistiche, difficoltà incontrare durante l’organizzazione, etc. etc?

6 mesi di lavoro circa. Una decina di persone al lavoro e, per i giorni di festival, ci sarà un nutrito staff di volontari a supporto.

Parliamo del riscontro locale: avete trovato appoggio da parte di cittadini, associazioni e istituzioni? Chi sono i vostri più grandi sostenitori? Qualche “ostruzionista”?

Nessuno ostruzionismo, affatto. Qualcuno non ci ha dato ascolto o si è dimostrato poco interessato a supportare ma è normale: è la prima edizione e sul piatto non c’era nulla; speriamo che questi interlocutori poco ricettivi possano cambiare idea con il tempo! E se non lo faranno pazienza abbiamo già una base di sponsor e partner di qualità che non ci aspettavamo di trovare così in fretta.

Il colpaccio di Luca Bigazzi ha fatto il botto, il riscontro certamente non è mancato: soddisfatti? Come siete riusciti a trascinare un vero e proprio guru del mestiere ad Alessandria?

In questo caso dobbiamo ringraziare l’ottimo Roberto Lasagna del Circolo del Cinema Ferrero: è stato lui a mediare e a condurre poi l’incontro. Il successo dell’evento ci ha fatto davvero piacere: iniziare con una sala piena era fondamentale!

Bigazzi

Luca Bigazzi, direttore della fotografia

Anche la scelta del tema di quest’anno non è semplice. Il direttore della fotografia non è certamente una delle figure più conosciute, cosa vi ha spinti a voler raccontare questo particolare “mestiere del cinema”?

Volevamo cominciare da una delle figure più enigmatiche del set per provare a spiegarla ai non addetti ai lavori: spero che, in questo senso, l’incontro con Bigazzi sia stato d’aiuto in questo senso e stimolante per tutto il pubblico intervenuto.

E per quanto riguarda il concorso? Spiegaci un po’ come funziona, criteri di accesso e di giudizio, ricchi premi e cotillons, e tutto il resto.

Ma quante domande fate? Ragazzi io sono stanco morto, ho le occhiaie… dopodomani comincia il festival e ci sono ancora un sacco di cose da fare! Comunque sul sito filmfreeway era possibile consultare il bando e iscrivere il proprio film (corto o lungo): ne sono arrivati tanti da tutto il mondo e io e Stefano li abbiamo selezionati cercando di creare un festival per tutti i palati. Infine, il primo premio è in denaro: 500 euro al miglior film. Poi ci saranno le classiche targhe per miglior attore, miglior fotografia, ecc.

Intrattenimento, riflessioni, aspetto ludico, momento critico: che cos’è il cinema per te e quanta parte ha nella tua vita attualmente?

Cerco di vedere un film al giorno. Nell’ultimo anno sto recuperando tanti classici che mi mancavano. Infine sono divoratore seriale di serie tv che, ormai, al cinema hanno poco da invidiare.

Comunque, in sintesi, il cinema ha lo stesso ruolo nella mia vita che può avere un buon gelato, una scultura imprescindibile o un dipinto a olio in cui ci perde con gli occhi: aumenta la qualità della vita. Un bel film o un buon libro migliorano una giornata.

Qual è il messaggio che questo Festival vuole trasmettere? Il suo obiettivo primario, insomma.

La pace nel mondo. 

Ehm sì, sei stanco, cominci a perdere colpi, lo capiamo…

A questo punto concludiamo con la più canonica delle domande: progetti per il futuro? Immagino che l’ALFF abbia una voglia matta di crescere e consolidarsi, avete già idee/obiettivi da conseguire per il prossimo anno? Gradiremmo anche qualche gustosa anticipazione, in effetti… 

Certo che sì, vogliamo crescere cercando di ampliare il budget per offrire un programma sempre più interessante e degli ospiti sempre più prestigiosi.

Anticipazioni? Il prossimo anno ci sarà Bill Murray a presentare e avremo Jean Vigo a consegnare i premi.

Per info e dettagli:

www.alff.it

Facebook: Alessandria Film Festival

Article written by:

Arianna Borgoglio

Giornalista freelance, 26 anni, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Informazione ed Editoria, coltivo le mie passioni con tenacia e voglia di mettermi in gioco. Tra queste scrittura, letteratura, cinema, storia dell’arte, cucina – intesa come amore per il buon cibo più che predisposizione verso i fornelli! - viaggi, musica e chi più ne ha più ne metta. Nelle mie recensioni sono spietata... q.b., ma non è colpa mia: è che mi disegnano così ;)

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