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Apocalypse Now – Final Cut: la “versione perfetta”

“Avevo l’idea ambiziosa di andare a girarlo proprio in Vietnam. Quando George (Lucas) racconta la storia, esagerandola, dice che ero completamente pazzo… La verità è che tutti allora volevamo andare e girare. Il cinéma vérité era un’idea diffusa. Volevamo fare un piccolo film sporco, in 16mm, con la guerra in corso. Chissà, forse saremmo rimasti uccisi. Certo non sarebbe stato lo stesso film, e certamente non così buono, senza Francis.”

John Milius, co-sceneggiatore di Apocalypse Now

Lugubre, imponente, allucinato. Questo, e molto altro, è Apocalypse Now, uno dei viaggi più affascinanti che l’arte del Cinema abbia mai offerto al suo pubblico. E sta per tornare in sala.

Grazie all’iniziativa Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna (che nello stesso mese aveva portato in sala una bellissima versione restaurata di Easy Rider – Libertà e paura), potremo ritrovare l’Odissea del capitano Willard, attraverso la follia del Vietnam, verso l’impero di terrore del generale Kurtz, in cartellone dal 14 al 16 ottobre.

Anche in questo caso, ci troveremo con il frutto di un attento restauro (in 4K) sul negativo originale realizzato dalla American Zeotrope di Coppola con la collaborazione del prestigioso laboratorio de L’Immagine Ritrovata.

Harrison Ford in Apocalypse Now

Ma chi sa si porrà subito una domanda: quale versione troveremo al Cinema? La versione originale? Oppure il Redux (versione estesa di 47 minuti circa)?

Né l’una né l’altra. Coppola sta, infatti, distribuendo una nuova (e definitva) versione del film: Apocalypse Now – Final Cut.

[…] Quando mi chiedevano quale versione preferissi vedere in circolazione, mi capitava spesso di pensare che l’originale del 1979 fosse stato accorciato troppo brutalmente e che Redux fosse troppo lungo, così mi sono deciso a favore di quella che mi sembrava la versione perfetta, che è intitolata Apocalypse Now – Final Cut

Francis Ford Coppola

Dopo lo straordinario esperimento del Cinema dal vivo (a questo proposito vi consigliamo caldamente di recuperare il documentario breve realizzato da Cecilia Albertini), il maestro italoamericano torna a stuzzicare il grande pubblico con due progetti. Uno è Megalopolis (un vecchio progetto recuperato, ancora in fase preparatoria) e uno è questa seconda reversione, quella definitiva, del classico del 1979.

Una mossa che non può non ricordare il suo collega, amico e ex-pupillo George Lucas e le sue trascorse revisioni sulla saga di Guerre Stellari e sull’opera prima L’uomo che fuggì dal futuro.

Dobbiamo considerare il fatto che sia per Lucas che per Coppola, girare questi film è stata un’impresa titanica, compiuta tra mille ripensamenti, ritardi, rinunce e un profondo clima di tensione.

Dato che l’originale di Apocalypse Now non era solo lungo ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare ove possibile non solo per questioni di tempo ma anche per tutto ciò che poteva sembrare strano

Francis Ford Coppola

Non stupisce che sia grande il desiderio di rimettere mano al lavoro svolto.

In fondo, non è neanche una loro esclusiva questo desiderio: basta andare a leggere le interviste degli addetti ai lavori. Sarà difficile trovarne una in cui un regista si dimostri assolutamente soddisfatto del lavoro svolto. Spesso si esprimerà (in un modo o nell’altro) la brama di cancellare errori, ritoccare scelte sbagliate, avere tempo per aggiustare passaggi.

Dopotutto, registi come Coppola, Spielberg, Lucas, Scott o il nostrano Sfascia, è semplicemente gente che ha avuto l’occasione di poter realizzare quell’ardente desiderio (quasi fantascentifico, per non dire manzoniano).

Una scelta che potrebbe indisporre molte persone (soprattutto chi accolse il precedente Redux con freddezza o perplessità). Ma qui non si tratta solo di un restauro o di qualche minuto in più aggiunto.

È stata anche l’occasione per applicare al film le moderne tecnologie, usando i sistemi Dolby Vision e Atmos per renderlo quanto più possibile viscerale e coinvolgente. È un’esperienza sensoriale straordinaria, con colori profondi e un suono sfaccettato che amplifica l’effetto ipnotico del film

John DeFore

Sarà una vera e propria esperienza nuova, quindi? Oppure siamo di fronte ad una mera operazione commerciale per far tornare più gente possibile in sala?

Questo, chiaramente, non possiamo dirlo. Una cosa è certa: Apocalypse Now è un film magniloquente e spettacolare.

Uno dei tanti svantaggi delle nuove generazioni appassionate di Cinema è che grandi spettacoli come questo, davvero incredibili sul grande schermo, non è stato per loro possibile vederli se non con una versione casalinga.

Questa è davvero un’occasione imperdibile per riparare a questo problema. Ma il vantaggio va anche ad uno spettatore occasionale o a chi, dopo tempo, voglia rivederlo. Sia come sia, andando in sala in quei giorni rischieremmo di rinfrescarci gli occhi con quel grande Cinema che, ad oggi, è difficile da trovare.

Per il resto non ci resta che rimetterci alla promessa fatta dal regista.

Per il quarantesimo anniversario del film ho cercato la lunghezza perfetta, un po’ di più dell’originale ma un po’ meno della versione Redux. Ho lasciato quindi quelle che credo siano le sequenze essenziali che rendono il film migliore. E poi in tutto, qualità del suono, delle musiche, delle immagini, Apocalypse Now – Final Cut sarà sorprendente.

Francis Ford Coppola

Qui sotto potete vedere il trailer e qui l’elenco delle sale in cui potrete trovare il film.

Voi cosa ne pensate? Cosa vi aspettate da questa nuova versione? Fatecelo sapere!

Cheers!

Article written by:

Marco Moroni

Nato nel maggio del 1995 a Terni, città dell'acciaio e di san Valentino. Dovete sapere che vicino alla mia città si erge, spettrale, un complesso di capannoni abbandonati. Quando eravamo bambini ci veniva detto che quelli erano luoghi meravigliosi, in cui venivano realizzati film come "La vita è bella" o "Pinocchio". Questo fatto ci emozionava e ci faceva sognare una Hollywood vicino casa nostra. Come il castello transilvano di Dracula, tutti cercano di ignorare quei ruderi ma, ciononostante, tutti sanno benissimo cosa siano e non passa giorno senza che si continui a sognare quel Cinema che nasceva a casa nostra. Chiedendomi cosa mi faccia amare tanto la settima arte, e perché mi emozioni così tanto al solo pensiero, potrei rispondermi in molti modi, ma sono sicuro che quel sogno di tanti anni fa abbia un ruolo più che essenziale. Che sia di genere o impegnato non importa, se un film lo merita ha il diritto di ricevere la giusta attenzione. Perfino un film brutto merita di essere rispettato, ponendo attenzione a quelli che sono i suoi elementi vincenti; anche in questi, infatti, possiamo trovare la bellezza creata da chi ha votato la propria esistenza a quest'arte meravigliosa.

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