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Cortometraggio: l’elogio della brevità

Film o cortometraggio?

Si parla tanto di film. Film di qua, film di là, saga di sti cazzi, trilogia del cazzochemenefrega, ecc… ma molto poco di cortometraggi (short film). Questo è triste.

Il fatto che siano corti non è un buon motivo per snobbarli o semplicemente vederli come di poco valore. I film han sempre fatto più parlare perchè si vedevano al cinema. Ma i corti dove si vedevano? Ai concorsi e basta. Se erano prodotti da case importanti, magari all’inizio o alla fine di quale film in VHS o nei contenuti speciali dei DVD. Il web e l’avvento dei social network ha sicuramente aiutato la realtà dei cortometraggi per una più veloce ed estesa fruizione.

Ci tengo a sottolineare questo concetto: “cortometraggio” non vuol dire “di meno valore rispetto a un film”. “Cortometraggio” non vuol dire “piccola idea, piccolo sforzo”. “Cortometraggio” non vuol dire “breve e superficiale”. Ci sono cortometraggi tanto profondi che film lunghi ore non riescono ad essere. Siamo abituati a sorbirci ore ed ore di film, prequel, sequel, spin-off, remake, reboot, saghe infinite di storie che alla lunga non ci lasciano niente una volta tornati a casa dal cinema. Mentre ci sono brevi cortometraggi, anzi brevissimi, che in pochi minuti (e spesso senza parole) aprono temi importanti e molto profondi. I cortometraggi come scintille che lasciano che sia lo spettatore con la sua vita a farli diventare lungometraggi portandosi in tasca quelle emozioni, masticando quelle riflessioni.

Qui di seguito vi linkiamo alcuni corti che secondo noi vale davvero la pena vedere almeno una volta nella vita, per motivi diversi fra loro. Cortometraggi grandi per i temi, per la tecnica, per la poesia, per il terrore, per l’essenzialità, per le emozioni.

8 cortometraggi da “me cojoni”

VINCENT

Tim Burton nel 1982 sfoga i suoi incubi più profondi con questo cortometraggio che racconta la vita tormentata del piccolo Vincent Malloy. In preda al delirio e suggestionato dai racconti di Edgar Allan Poe, il bambino è convinto di essere Vincent Price (il quale nella versione originale presta la sua voce come narratore).

PAPERMAN

Due labbra rosse e mille aeroplanini di carta. Il premio Oscar come miglior cortometraggio animato nel 2013 a vincerlo è la Disney con Paperman. Una dolcissima fiaba moderna che racconta l’impetuosità dell’amore, accompagnata dalle simbiotiche note di Christophe Beck.

LIGHTS OUT

David Sandberg vince il “Who’s there? Horror Short Film Challenge” per la miglior regia con questo terrificante cortometraggio nel 2013. Cortometraggio dal quale verrà poi tratto un film uscito nelle sale pochi mesi fa. Chi si nasconde nel buio una volta spenta la luce? E’ pazzesco quanto si possa far paura in 2 miseri minuti.

BORROWED TIME

Attualmente candidato all’Oscar 2017 come miglior cortometraggio animato, noi del MacGuffin ad ottobre lo avevamo predetto. Un vecchio sceriffo rivive con la mente un tragico incidente e non si dà pace per il tempo che gli è stato dato in prestito… Ma lo attende una preziosa verità. Preparate i fazzoletti!

BALANCE

Ancora in zona Oscar è Balance che vince per la categoria miglior cortometraggio animato nel 1990. La triste storia di 5 esseri che vivono silenziosamente su una piattaforma sospesa nel vuoto. Una breve storia che attraverso l’egoismo ci ricorda la bellezza della condivisione e l’amaro sapore della solitudine.

THE MAKER

Piccolo gioello in stop motion (come Vincent e Balance), The Maker parla dell’arte, dell’eredità, dell’amore, della brevità della vita attraverso lo sguardo tenero e allo stesso tempo inquietante di un coniglietto di pezza.

GERI’S GAME

Forse il più bel corto animato della Pixar. Una bellissima danza tra la poesia e l’amarezza. Geri è solo nel parco, circondato da decine di alberi in veste autunnale, e si prepara a giocare la più memorabile delle partite a scacchi. Il tema dell’anzianità e della solitudine raccontato nel modo più divertente possibile.

C’E’ UN UOMO NEL BOSCO

Un capolavoro del 2014. Bello quanto agghiacciante. Meglio non svelarvi nulla se non avete ancora avuto il piacere di vederlo. Dico solo che sono prodotti come questo che dimostrano la vera forza nascosta dei cortometraggi: sintesi e perfezione. Rimarrete senza parole.

Article written by:

Federico Luciani

Nasce nel 1990. Sette anni più tardi s'innamora del teatro e da allora sono fidanzati ufficialmente. Laureato al DAMS di Bologna e impegnato nel teatro sociale da diverso tempo. Quando non scrive, divora film di ogni genere. Dylan Dog come eroe, Samuel Beckett come mentore, Woody Allen come esempio e Robin Williams come mito.

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