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David Lynch e il perturbante: Lectio Magistralis del prof. Chimento

A noi del MacGuffin Lynch piace poco. Se non si fosse capito, ve lo racconto bene bene in questo articolo. Tra i tanti temi toccati dall’uomo di Missoula c’è probabilmente una costante che si sviluppa lungo tutta la filmografia del regista: il perturbante.

Invaghito come sono dalla poetica di Lynch, quando ho scoperto che al Ravenna Nightmare si sarebbe tenuta una Lectio Magistralis sul tema del perturbante nel suo cinema, il mio cervello si è aperto stile faccia di Sarah Palmer. L’unica differenza è che l’unica cosa visibile al suo interno era un’orribile grafia recante la scritta “GODO”.

Benvenuti.

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La Lectio è stata tenuta dal Prof. Andrea Chimento, docente di Istituzioni di Storia del Cinema alla Cattolica di Milano, critico cinematografico de IlSole24Ore.com e direttore responsabile di LongTake.it. In circa un’ora di seminario il Prof. ci accompagna lungo (quasi) tutta la filmografia di Lynch esplorando il concetto di perturbante.

Siccome, tuttavia, questo termine è spesso oscuro e mal compreso, egli fa prima un excursus sull’origine e il significato del perturbante. Questa parola nasce con Freud, il quale vi dedica un saggio. Il padre della psicanalisi sviluppa questo concetto a partire da L’uomo della sabbia di Hoffmann, meglio noto come Sandman. Sì, lo stesso dei fumetti di Neil Gaiman.

Ecco, nell’immaginario di oggi siamo abituati al Sandman visto ne Le 5 leggende, tutto carino simpatico e che fa addormentare i bimbi. Il Sandman originario era un pochetto più cattivo. Spargeva sabbia sugli occhi dei bambini, certo, però per cavarglieli quegli occhi. Kane, sei stato anticipato, mi dispiace.

Da qui Freud sviluppa i suoi concetti. Il perturbante, nella visione dello psicanalista più famoso del West, si identifica come un elemento estraneo che si insidia in un contesto familiare. Che ne so, se entrando nella vostra camera trovate vostro padre che penetra il vostro peluche preferito con un ravanello, ecco, quello è perturbante. Anche inquietante, dire, del tipo chiamo gli sbirri che questo ci ammazza. Chiedo scusa per gli incubi.

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Quello che vedete qua sopra è l’orecchio che Kyle MacLachlan trova all’inizio di Velluto blu. Ecco questo è uno dei primi esempi di perturbante in tutto il cinema di Lynch. Senza contare Eraserhead, che è il perturbante fatto immagine. Io la donna-calorifero non me la dimentico Lynch, lo sai vero?

Bene, di elementi di questo tipo nel cinema di Lynch se ne trovano dappertutto e a bizzeffe. Pensate a Twin Peaks e al cadavere di Laura Palmer, oppure al Mystery Man di Strade perdute, o, per rimanere in tema di cadaveri, a quello di Mulholland Drive. Si potrebbe andare avanti fino a fine lockdown. Che per giunta non è ancora iniziato.

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– Pronto? – Sono il demonio. – Ah, ok.

Insomma, sapevamo già che al buon Davide piace giocare con la nostra psiche e imprimerci nella mente immagini le più terrificanti possibili. Senza ombra di dubbio, però, l’approfondimento del Prof. Chimento si è rivelato immensamente interessante e ricco di spunti di riflessioni.

Perciò il consiglio è quello di seguire il Ravenna Nightmare Film Fest, nel caso foste tra quei pochi maledetti che ancora non lo stanno facendo.

Noi ci risentiamo presto. Vi tengo d’occhio.

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Un paesaggio in ombra e una luce calante che getta tenebra su una figura defilata. Un poco inutile descrivere chi o cosa sono io se poi ognuno di voi mi percepirà in modo diverso, non trovate?

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