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Inferno a Firenze: resoconto informale di una deportata

Mi è stato chiesto di lavorare come hostess alla presentazione del film Inferno a Firenze, e dopo una lieve forma di indugio legata alla solita alterigia di routine mi sono detta: perché no? Tom Hanks, Felicity Jones, il baldo Omar Sy e quell’attore indiano che si chiama come un rutto potentissimo saranno lì con quei loro prestigiosi sederi, e vederli dal vivo sarebbe di certo stuzzicante.

Non sapevo ciò che mi aspettava: tre giorni di isteria giornalistica, un’aria minacciosamente densa di apprensione, fulmini a ciel sereno del tipo A Tom non piace quella tazza e sogni di vita non esattamente realizzati (cioè selfie con chiunque avesse al seguito due o tre scagnozzi).

Rientro appena in tempo per confezionare uno dei miei rari articoli, anche se in tutta onestà non ci sarebbe molto da documentare. Immaginando cinque tizi che chiacchierano a oltranza di fronte a una grossa mandria di puzzoni direi che non andreste troppo lontano. Ma andiamo con ordine.

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L’ESORDIO

Come dimenticare la conferenza stampa del 6 ottobre a Palazzo Vecchio? Vagliavo attentamente gli accessi a quella zona, così attentamente che mi sono persa praticamente tutto. So solo che dall’inizio della conferenza in poi sono stata mollata da sola di fronte a un nugolo di giornalisti che come spermatozoi inferociti volevano penetrare il Salone del Cinquecento. E siccome per qualche imperscrutabile ragione dovuta a una lista dovevo impedirglielo, mi hanno pure scambiata per un pungiball. Cosa non si farebbe pur di intravedere Tom Hanks? Ah: evviva, ho maledetto gli agenti di Dan Brown. Maleducati, potevano pure avere l’accortezza di identificarsi e unirsi al flusso di parolacce che mi stava mettendo in piega i capelli.

A voi una diapositiva di ciò che accadeva dietro le mie spalle:

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IL PROSEGUO DAL PIGLIO PETTEGOLO

Dopo la conferenza i nostri beniamini sono stati portati a Forte Belvedere a rifocillarsi (a dire il vero, fonti hanno riportato un interesse molto scarso nel buffet, compensato tuttavia da una perenne attrazione per il bagno. In particolare, Ron Howard si è distinto attraverso il nomignolo “Prostata Infiammata“). Da lì in poi, interviste a raffica fino a sera, sfumate in un lento deperire che si è concluso con la proiezione serale del film (estremamente riservata, ahimè).

Quattro tende allestite con schermi, videocamere e i più recenti ritrovati dell’industria pirotecnica, ognuna caratterizzata da un susseguirsi di intervistatrici agghindate da popstar (e su almeno un paio Britney avrebbe avuto da ridire, ndr). Alla fine di ogni giornata le richieste dei vip venivano sistematicamente annotate in modo da poterle esaudire in tempo per il giorno dopo. Non resta che dispiacersi per chi si è lamentato l’ultimo giorno.

Tom Hanks, che beve solamente English Breakfast Tea e non lo ha trovato, non è rimasto soddisfatto della tazza da cui non lo ha bevuto, e così si è fatto portare la sua. Dall’hotel. E presumibilmente, all’hotel c’è arrivata dall’America. C’è chi viaggia con l’orsacchiotto…

Invece l’attore indiano, Irrfan Khan, è rimasto spiazzato dalla poca scelta di tè presenti nel nostro grigio mondo, e ne ha volute diverse varietà. A lui piace scegliere.

Sempre in tema di dettagli indispensabili e decisamente interessanti a cui nessun altro giornalista ha avuto accesso finora, il francese Omar Sy ama i thermos, ma anche gli esseri umani che lo approcciano. Riconosco che è davvero il Driss di Quasi amici: simpatico, disponibile e, almeno per il momento, con i piedi per terra.

BONUS TRACK: il cesso dei vip

Il lato positivo di lavorare come donna multilingue a eventi di questo tipo è che può capitarti di andare in bagno e incontrare accidentalmente uno dei beniamini del caso. A questo proposito, non ditemi che pensavate che il bagno dei vip fosse allestito su una piattaforma sospesa fatta appositamente costruire per l’occasione. Firenze l’è grezza e in ristrettezze, anche i vip si deono adattare!

Questo cunicolo dall’aspetto più che dignitoso è stato riservato non proprio in esclusiva a Tom Hanks e all’entourage, tant’è che fonti si sono ritrovate a doverlo lasciare in tutta fretta a causa di Prostata Infiammata Ron. Perché quando un vip ha bisogno del bagno, il suo scimmione isterico bussa alla porta finché non apri che ancora sei posseduto da ciò che doveva uscire dal tuo intestino. Perché non esiste che un vip possa aspettare un minuto di fronte al bagno senza far pesare violentemente questa attesa a qualcuno. Personalmente usufruivo di un bagno a parte, cui accedevo gattonando per non inficiare le riprese dell’attiguo tendone di Ron. Mi rendo effettivamente responsabile di averglielo fatto scoprire, quel bagno. Durante uno di quei furtivi spostamenti l’ho beccato a ridermi dietro, e seguendomi ha scoperto l’arcano. Piccolo inciso: la sua pipì scroscia esattamente come la mia.

Non c’è di che, Ron. Ci rifacciamo al prossimo film?

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Article written by:

Chiara Leoni

Germoglio appena ventisettenne, vive infestando riviste, siti internet e cartelloni pubblicitari. Naturalmente propensa a turbare la quiete pubblica in modo sempre più variegato, oltre a posare come modella scrive articoli, disegna e, a discapito di innumerevoli marinai dispersi, canta.

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