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L’estate addosso: il diabetico trailer del figlio malato di Moccia

Lo schifo fatto a trailer. Il figlio spirituale di Federico Moccia è tra noi. No mercy.

Il concetto è questo, ed è molto, molto semplice: il diabete di questo trailer con sottofondo di Jovanotti è lo step successivo a Federico Moccia e al cinepanettone. La stessa vomitosa spensieratezza sognante, irreale, patinata, finta e stereotipata per piacere alle tredicenni.

Questo trailer è un po’ come l’Idra a cui credevi di aver staccato la testa, ma che si rigenera in fretta, facendone spuntare altre tre. Oddio, la mossa di marketing è stata proprio niente male: chiamo Jovanotti che produce un’altra delle sue canzonette delle palle, con quella rompo le cocorite alla gente per tutta l’estate, martellando i poveri ignari vacanzieri con una canzonetta idiota, banale come il semolino, scritta e cantata da uno che ormai si è venduto fin l’intestino crasso. Poi faccio uscire il film omonimo (e ovviamente corredato dalla canzoncina come “tema” principale della colonna sonora) a settembre, quando il grosso della gente è ormai rientrato a casa, deve riannodarsi la cravatta, prendere la metro per andare a lavoro e sente già nostalgia delle spiagge assolate e delle ragazze in bikini. Nemmeno Moccia era mai arrivato a tanto…

“Tutto era così perfettamente imperfetto”. Ok, se già inizi così hai vinto una badilata infangata sul grugno. Roba che Fabio Volo si rifiuterebbe di scriverla perché troppo inutile.

Poi però ti superi, perché continui con “e quei pochi centimetri di imperfezione erano la cosa che ci facevano sentire completi e felici”. Ecco, adesso la vanga mi tocca spaccartela sulla schiena. Ma è davvero così facile abbindolare la gente? Davvero basta ancora una sequela di metafore indefinite (e insensate), pronunciate con aria sognante, giusto per far capire che qui si sta parlando di “roba peso”? Ma tirano ancora sto schifo di fotografia patinata che manco Vogue e quell’odioso accento strascicato mezzo romanazzo con le “e” che paiono “a” da quanto sono aperte?

Niente da dire, guardate e giudicate voi. Ah e grazie mille per averci catafratto la funcia con un battage pubblicitario degno dello Spielberg più commerciale, ne avevamo proprio un sacco voglia di sorbirci questo dannato trailer ogni volta che cliccavamo “play” su ogni video di YouTube.

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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