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Premi Oscar 2021: il live blogging della (lunga) serata

Ci siamo! È finalmente arrivata la notte più attesa dai cinefili di tutto il mondo. A parte gli snob con la pipa in bocca a cui piace ricordare che “gli OscAr nOn valGonO nIentEhh!!1!”. Ma quelli sono brutti e cattivi, quindi non li consideriamo.

Perché sì, vincere un Oscar non rende automaticamente un film “bello”, specie in questi strambi tempi di buonismo e politicamente corretto, dove i premi vengono assegnati più per ragioni politiche che per meriti effettivi. Ciò non cambia però il fatto che la cerimonia degli Academy Awards è l’evento cinematografico più antico e importante di sempre, e in virtù di questo continua ad esercitare un certo fascino.

Oscar

Poi, diciamoci la verità, più che i premi in sé ad interessare è tutta la cornice, lo spettacolo messo in scena, il fattore intrattenimento. Dai numeri musicali che separano gli annunci delle vittorie agli interventi delle star, dal momento “in memoriam” agli sketch comici (a onor del vero, sempre meno divertenti). Inoltre c’è sempre un che di eccitante nel vedere se le nostre previsioni si avverano o no, a prescindere da quanto ci importi dei film in gara. Se poi succede un casino come l’episodio di Moonlight / La La Land, tanto meglio!

In ogni caso, quest’anno l’onore e l’onere di seguire la cerimonia in diretta è toccato a me. Dopotutto anche Francesca Bulian e Edoardo Ferrarese meritano un po’ di riposo, e dal momento che la volta scorsa sono riuscito a resistere tutta la (lunghissima) notte, non vedo perché non dovrei farcela pure in questa occasione. Io sono pronto alla sfida, armato di tonnellate di viveri e svariati litri di Coca Cola.

Spesa della vergogna
La “spesa della vergogna”: indispesabile quando si deve passare la notte in bianco!

Come ha già fatto notare Mario Vannoni, l’edizione 2021 sarà particolare per diversi motivi, soprattutto legati al Covid. L’esempio più palese è la data posticipata di due mesi rispetto alla norma, per permettere l’ammissione di quelle pellicole che sono state costrette a rimandare la propria uscita a causa della pandemia. Senza contare la massiccia presenza di opere uscite direttamente in digitale (su Netflix in particolare), unica alternativa dinanzi alla chiusura delle sale. Sempre per lo stesso motivo, scarseggiano i blockbuster, quasi tutti traghettati a quest’anno (se va bene) per paura di possibili flop.

Ciò che colpisce di più tuttavia è la maggiore inclusione delle donne e delle minoranze etniche. Ben due registe sono in lizza per il rispettivo premio (Chloé Zhao e Emerald Fennell), mentre tra gli attori spicca la presenza di molti afroamericani (Viola Davis, Daniel Kaluuya, il compianto Chadwick Boseman, ecc.) e asiatici (Steven Yeun, Yoon Yeo-jeong). Un po’ paraculo? Forse, ma è anche giusto concedere più spazio a categorie per troppo tempo ostracizzate, specie quando i riconoscimenti sono effettivamente meritati.

Prima di iniziare, ricordo che il film che ha ottenuto più nomination è Mank di David Fincher, con 10 candidature tra cui miglior pellicola. Il favorito però sembra essere Nomadland di Chloé Zhao, mentre sono quasi certe le vittorie per il miglior attore a Chadwick Boseman (Ma Rainey’s Black Bottom), per il miglior film d’animazione a Soul e per i migliori effetti speciali a Tenet.

Ovviamente queste sono solo ipotesi. Per sapere se si avvereranno non dovete fare altro che seguirmi.

Io aggiornerò la pagina man mano che fioccheranno i premi. Se non vi addormentate, bene. Altrimenti nessun problema, potrete leggere i risultati comodamente la mattina dopo.

Che forse è la soluzione migliore. Non c’è bisogno che altri si sacrifichino con me.

Per tutti i coraggiosi, STAY TUNED!


00:40 Ok, si parte!

Il red carpet è iniziato da un po’, così come la diretta su Sky (presieduta, tra gli altri, dall’immancabile Gianni Canova).

00:50 Laura Pausini e Diane Warren, candidate per la miglior canzone con Io sì (Seen) (da La vita davanti a sè), vengono intervistate sul red carpet.

Subito dopo viene trasmessa la performance musicale della cantante, registrata ieri sul tetto del Museo dell’Academy. Quest’anno infatti tutte le canzoni nominate saranno ascoltate prima della cerimonia, non durante.

01:00 Mentre Anna Foglietta si aggiunge alla discussione in via telematica, io mi verso i nachos in un grilletto.

Lo stomaco chiama.

01:03 Matthew McConaughey in versione capellone ha appena introdotto un video dedicato alle sale cinematografiche e ai film di prossima uscita che avranno il compito di “salvarle”.

Piango molto. Nostalgia canaglia!

01:10 Una Amanda Seyfried selvatica (e super sexy) appare sul red carpet. Addio!

01:34 Come non detto, ora c’è Margot Robbie! Mi spiace, ma Harley Quinn batte tutte!

01:43 Ma quanto ca**o è alta Laura Dern???!!!!

02:00 La 93esima edizione degli Oscar ha inizio. Regina King ci accompagna all’interno della Union Station di Los Angeles, dove la cerimonia avrà luogo, ed enuncia il discorso introduttivo.

02:07 Miglior sceneggiatura originale: Una donna promettente.

Tifavo Aaron Sorkin, ma congratulazioni alla Camilla Parker Bowles di The Crown. 

Una donna promettente

02:12 Miglior sceneggiatura non originale: The Father.

Mi rendo conto solo ora di quanto sia imbarazzante dover commentare la vittoria di un film che non si è ancora visto.

Mi fido di quelli che dicono che sia bello.

02:20 Miglior film internazionale: Un altro giro.

Thomas Vitenberg, Mads Mikkelsen e la Danimarca ringraziano.

02:30 Miglior attore non protagonista: Daniel Kaaluya (Judas and the Black Messiah)

Quarto premio, quarto film che non ho visto. Sembra che lo facciano apposta.

Comunque sono contentissimo per Kaaluya: è un bravissimo attore e si merita un riconoscimento.

Daniel Kaluuya

02:40 Miglior trucco e acconciatura: Ma Rainey’s Black Bottom.

Pinocchio non ce la fa, ma ha ancora un’altra categoria a sua disposizione. Incrociamo le dita!

02:45 Migliori costumi: Ma Rainey’s Black Bottom.

E niente, Pinocchio va a casa a bocca asciutta e giustamente Gianni Canova si incazza. Siamo sicuri che il politicamente corretto non ci abbia messo lo zampino?

L’ultima speranza per l’Italia di vincere qualcosa è ora riposta in Laura Pausini.

Ma Rainey's Black Bottom

03:00 Miglior regia: Chloé Zhao (Nomadland)

Rosico troppo per la sconfitta di David Fincher, ma in fondo questa vittoria era prevedibile.

Ora la Zhao è la seconda donna a vincere l’Oscar per la regia (dopo Kathryn Bigelow), nonché la prima asiatica. Un bel record, insomma.

Chloé Zhao

03:08 Miglior suono: Sound of Metal.

Un film sulla musica che vince il premio per il miglior suono? Chi se lo sarebbe mai aspettato?

03:11 Miglior cortometraggio: Two Distant Strangers.

Peccato, speravo che vincesse The Present. E non lo dico solo perché è l’unico corto che ho visto.

03:20 Miglior cortometraggio animato: If Anything Happens I Love You.

Un corto animato contro la violenza causata dalle armi da fuoco in America. Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno.

03:25 Miglior film d’animazione: Soul.

Suvvia, non c’era gara!

Soul

03:35 Miglior corto documentario: Colette.

Buio totale. Andiamo avanti.

03:40 Miglior documentario: Il mio amico in fondo al mare.

Per puro culo hanno premiato l’unico documentario che ho visto tra quelli nominati.

Ma un film capace di farmi affezionare a una piovra più di un cartone Disney avrebbe avuto la mia benedizione in ogni caso.

03: 50 Migliori effetti speciali: Tenet.

E io sono felice.

Perché sì, Tenet sarà pure il film più debole di Nolan a livello narrativo, cionondimeno resta uno spettacolo visivo senza eguali e le scene in inversione sono oro puro.

E i rosiconi muti!

Tenet

03:55 Miglior attrice non protagonista:  Yoon Yeo-jeong (Minari)

E niente, è partita subito la ship tra questa simpatica vecchina e Brad Pitt!

04:05 Miglior scenografia: Mank.

Finalmente una gioia per Mank! Non ci speravo più.

04:08 Miglior fotografia: Mank.

Non avrei accettato altre vittorie al di fuori di questa. Il bianco e nero di Mank è semplicemente meraviglioso.

Mank

04:15 Harrison Ford è un figo. Punto.

04:18 Miglior montaggio: Sound of Metal.

Lascio a chi l’ha visto il compito di giudicare. Da parte mia, avevo un debole per Il processo ai Chicago 7.

04:24 L’Humanitarian Award va a Tyler Perry, che tra un film di Madea e l’altro ha fondato la Tyler Perry Foundation, un’associazione che aiuta i più bisognosi.

04:30 Zendaya, ti amo!

04:32 Miglior colonna sonora: Trent Reznor e Atticus Ross (Soul)

Tra Soul e Mank, l’affiatata coppia di compositori aveva buone probabilità di portarsi a casa una statuetta. Alla fine è stata la partitura jazzistica del film Pixar a convincere l’Academy.

04:38 Miglior canzone originale: Fight for You (Judas and the Black Messiah)

L’Italia rimane definitivamente a mani vuote. Grazie per averci provato, Laura.

04:55 Siamo arrivati al momento del video “In memoriam”.

Vengono ricordati Ian Holm, Max Von Sydow, Christopher Plummer, Joel Schumacher, Diana Rigg, Ennio Morricone, Sean Connery… fino alla scomparsa che fa più male, ovvero Chadwick Boseman.

Viene da piangere al pensiero di quanti grandi artisti ci hanno lasciato nell’ultimo anno.

Chadwick Boseman

05:05 Miglior film: Nomadland.

Come era prevedibile.

Strano comunque che il premio al miglior film venga consegnato prima di quelli ai migliori attori protagonisti. Non ne capisco il senso.

05:12 Miglior attrice protagonista: Frances McDormand (Nomadland)

Terzo Oscar per l’attrice! Frances McDormand is the new Meryl Streep.

Frances McDormand

05:15 Miglior attore protagonista: Anthony Hopkins (The Father)

Ok, questa è stata una sorpresa.

Sono felice per Hopkins, ma avrei scommesso tutto sulla vittoria di Boseman. Se lo sarebbe meritato, non solo per rispetto a un grande attore scomparso troppo presto, ma anche perché la sua prova in Ma Rainey’s Black Bottom è stata stupenda.

Per una volta che potevano puntare sul “politicamente corretto” senza offendere nessuno, non l’hanno fatto. Io boh.

Anthony Hopkins

Siamo così giunti alla fine degli Oscar 2021. Un’edizione abbastanza sottotono, se devo essere sincero, che non ha saputo mettere in scena uno spettacolo soddisfacente.

Quanto ai premi, alcuni si sono rivelati scontati (Nomadland), altri completamente inaspettati (Anthony Hopkins). Altri ancora, come capita spesso, sembrano essere stati guidati troppo dal politically correct. Mi riferisco in particolare a Ma Rainey’s Black Bottom, che ha letteralmente soffiato le sue due vittorie al ben più meritevole Pinocchio, salvo perdere proprio nell’unica categoria in cui avrebbe dovuto vincere.

In ogni caso, è stata una serata che farà certamente discutere.

Adesso vi lascio, anche perché ho un sonno bestiale.

Grazie ancora per avermi seguito!

Fabio Ferrari

Classe 1993, laureato al DAMS di Torino, sono un appassionato di cinema (soprattutto di genere) da quando sono rimasto stregato dai dinosauri di "Jurassic Park" e dalle spade laser di "Star Wars". Quando valuto un film di solito cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma talvolta so essere veramente spietato. Oltre che qui, mi potete trovare su Facebook, sulla pagina "Cinefabio93".

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