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The Rocky Horror Picture Show: il remake

The Rocky Horror Picture Show prodotto dalla FOX è l’ennesimo remake di un cult del passato: ce n’era bisogno?

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The Rocky Horror Picture Show usciva nei teatri nel 1973, diretto da Richard O’ Brien, e nel 1975 nei cinema come pellicola di Jim Sharman. Musical anti-convenzionale, scandaloso e rivoluzionario, date le tematiche sessuali trattate in musica, è un cult assoluto: le sue canzoni (e i suoi balletti) sono noti a tutti perché entrati di diritto nella comune cultura pop, e il film stesso incorpora infiniti riferimenti alla società contemporanea, come il salvagente del Titanic, il David di Michelangelo (anche se con una non tanto piccola modifica), l’antenna radio della R.K.O., l’American Gothic del pittore Grant Wood e tanti altri. Tutto questo, e la trama brillante, ironica e trasgressiva, rendono The Rocky Horror una delle pellicole più fuori dagli schemi di sempre.

Non è un caso, infatti, che lo spettacolo sia andato in onda per trent’anni di fila al Cinema Mexico di Milano – per dirne una – e che milioni di fan partecipino ancora oggi a proiezioni “in maschera” in teatri di tutto il mondo.

Per chi non sappia di cosa si tratta (sciagurati voi) ecco la storia.

rocky horrorSiamo nel 1974. Brad e Janet (Barry Bostwick e Susan Sarandon), da poco promessi sposi, una sera si mettono in viaggio per andare a trovare il Dr. Scott, ex professore universitario il cui corso fece sbocciare l’amore tra i due, ma a causa di una gomma bucata si trovano a dover cercare aiuto presso una villa inquietante. In mezzo a un bosco. Sotto un temporale. Gli elementi perfetti per un horror da manuale, e anche il domestico che gli apre la porta (Riff Raff, lo stesso O’Brien) ha del pauroso, con quei lunghi capelli biondi e la schiena storta e gli occhi allucinati. Lui e la compagna Magenta fanno levare i vestiti bagnati ai due che, in mutande, vengono accompagnati nel salone principale in attesa dell’arrivo del proprietario. Lì si sta svolgendo l’annuale convegno dei Transilvani…

Transessuali, arrivati dal pianeta Transexual.

rocky horrorAl termine della spettacolare esibizione a ritmo di Time Warp (let’s do the time warp again), si presenta finalmente il padrone di casa: Frank-N-Furter – gioco di parole tra Frankenstein come il dottore e frankfurter come il salsicciotto, interpretato da un indimenticabile Tim Curry, in gran spolvero con slip, autoreggenti, corpetto e tacchi alti. Transilvano, travestito, pansessuale, scienziato pazzo e creatore di Rocky Horror, maschio biondo nato al solo scopo di soddisfare tutte le sue esigenze. Janet sviene, Brad si indigna, ma la libertà di costumi di Frank e i suoi è talmente esaltante che i due vengono rapidamente coinvolti in un viaggio alla scoperta di se stessi. Tutto si può fare e provare, nulla è imposto dai canoni ipocriti della società.

Don’t dream it, be it.

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Detto questo (e annotato mentalmente di andare a rivedere il film il prima possibile), la FOX ha annunciato di star producendo  uno sceneggiato televisivo remake del Rocky Horror Picture Show del ’75. Gli attori sono già stati scelti, le parti già date, il copione già provato; la data di uscita è fissata per Halloween. Laverne Cox, nota ai più per Orange Is The New Black, interpreta proprio la parte che fu di Curry, ora voce narrante della storia (causa l’età e severi problemi di salute). Adam Lambert sarà Eddie, il maschione precedente a Rocky, Reeve Carney diventerà Riff Raff, Annaleigh Ashford l’altra domestica Columbia, Christina Milian Magenta e Ben Vereen sarà il Dr. Scott. Brad e Janet saranno invece interpretati da Ryan McCartan e Victoria Justice.

La storia sarà la stessa, anche se costumi e ambientazioni sono state cambiate dal regista Kevin Ortega, che ha optato per uno stile un po’ più elaborato, suscitando ovviamente i dubbi dei fan affezionati.

Mi sfugge il senso di questa pratica comune, che è il prendere qualcosa di già fatto e già bello così com’era per cambiarlo il tanto che basta da farmi salire il nervoso a livelli stellari. Laverne Cox è indubbiamente spettacolare, ma cos’è in confronto Tim Curry? Non ho intenzione di suscitare qui polemiche a sfondo sessuale, gender o che altro, dico solo che forse, se manca la fantasia per fare qualcosa di nuovo, non è per forza necessario andare a prendere e modificare qualcosa di passato.

Ragazzi quello non è creare, ma scopiazzare.

Article written by:

Giulia Cipollina

28 anni, laureata, lavoro in un negozio di ottica e fotografia. Come se già non bastasse essere nerd: leggo tanto, ascolto un sacco di musica e guardo ancora più film - ma almeno gli occhiali per guardare da vicino posso farmeli gratis.

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