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Venezia 73 – Daily 3 settembre – Fari, merendine e altre faccende inquietanti

I guardiani del faro

Sono molto ferita dal fatto che gli alieni di Arrival non fossero presenti sul red carpet.
Arroganti come in tutte le loro manifestazioni.

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La mia collega Sara era appunto rimasta nel suo Daily al bel film di fantascienza con Amy Adams, poi all’indomani si era bossata la replica del film di Fassbender, The light between the oceans.
Perciò farò arretrare le lancette di qualche ora e partirò da lì.
Il film è… esattamente quello che mi aspettavo: un polpettone sentimentale sul dramma intimo e familiare di un guardiano del faro, costretto a lavorare su un’isoletta lambita dai flutti, e della sua giovane consorte. La coppia, molto innamorata, sopravvissuta a tragedie di vita non trascurabili, accetta di vivere finalmente in armonia in questo luogo inospitale, pronta a costruire una famiglia numerosa e stabile. Solo che i figli non vengono, o non sopravvivono alla gravidanza. Sarà la provvidenza a portar loro una bimba sopravvissuta ai flutti. Felici di quello che sembra una specie di segnale divino, non faranno i conti con la possibilità che la frugoletta non sia, in realtà, orfana.The-Light-Between-Oceans-Movie-2016-1
Il paesaggio è il luogo “romantico” per antonomasia: il faro, gli scogli, i flutti, fanno subito pensare ai quadri di Friedrich. Il problema, però, è che più che al Romanticismo tedesco, il film fa pensare a uno di quei romanzi pseudo-autoriali che le nostre nonne tenevano accanto agli Harmony.

Merito va dato al fatto che, pur superando le due ore, la pellicola non risulti noiosa, anche se decisamente non è il mio pane.

Diciamocelo: il vero motivo di interesse relativo al film è la “golden couple” che la interpreta e che si è conosciuta proprio su questo set: l’ex scapolo impenitente Michael Fassbender, e la donna che è riuscito a domarlo, la deliziosa Alicia Vikander vincitrice l’anno scorso dell’Oscar come Attrice non Protagonista per The Danish Girl (film che fu presentato in anteprima l’anno scorso, proprio qua a Venezia: portiamo sempre fortuna alla stagione dei premi).

Fonti affidabili – AKA una fan sfegatata di “Fassy” – sostengono che la coppia si sia lasciata già da un pezzo e si faccia vedere insieme solo per la promozione del film (the new “restiamo insieme per i figli”).lightbetweenoceans Dovete capire la mia amica: il Festival di Venezia ha in un certo senso visto nascere la stella di Fassbender. Quando eravamo qui, nel 2010, Fassy era solo uno dei tanti attori bellocci. A Dangerous Method non ci aveva affatto entusiasmato (anzi, eravamo tanto così a sottoporre Keira Knightley a una cura medievale degna di Marcellus Wallace). Poi però, il giorno dopo, arrivò la première di Shame. E da uno dei tanti attori bellocci, quella sera egli diventò Michael Fassbender. Idolo delle folle e soprattutto di Vanity Fair.

Famoso per le sue molte qualità. Notevoli.

Tra cui il talento.

Animali notturni

Comunque, è tempo di passar oltre: ci avviciniamo al red carpet, dove dalla sera prima ragazzine minorenni sono appostate stoicamente. Alle 19:30, arriva la première di Nocturnal Animals di Tom Ford, stilista e regista che aveva già presentato a Venezia anni fa A Single Man. E infatti sul red carpet, oltre al cast stellare, spunta anche a sorpresa Colin Firth, venuto a puro supporto di un regista che evidentemente è ormai un caro amico.MV5BNWE0OTdiZTQtMjdkOS00ZmFlLTlkZmEtMWQ0NjllMjA3YmVjXkEyXkFqcGdeQXVyNTI4MzE4MDU@._V1_SY1000_CR0,0,791,1000_AL_
Nel cast, Amy Adams (e due), Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson (come chi? Quicksilver. No, non quello. L’altro, quello di Avengers: Age of Ultron. Ha fatto anche Kick-Ass. Come sarebbe a dire “anche l’altro Quicksilver ha fatto Kick-Ass”? Uff…).
Nel cast anche… Isla Fisher.

Tom Ford, vedo ciò che hai fatto.

E lo capisco. Qualcuno doveva dirlo, prima o poi. Qualcuno doveva aprire questo vaso di Pandora.
Perché Isla Fisher (moglie di Sacha Baron-Cohen) porta da anni la croce di essere l’attrice che verrà sempre confusa con Amy Adams. Conosco pochissimi spettatori che le distinguono nettamente. Isla Fisher è Amy Adams con gli occhi scuri. Dunque, tendenzialmente, non è una buona idea scritturarle entrambe nello stesso film. Ma Tom Ford no, Tom Ford va fino in fondo: non solo la prende nel cast, ma le dà il ruolo de… la controfigura di Amy Adams. Lo stesso personaggio di Amy Adams ma all’interno nella trama secondaria del film, fittizia. E metto la mano sul fuoco che alcuni spettatori non abbiano notato il cambio di interprete.

Che vita grama. Comunque, ho recuperato il film stamattina e mi è piaciuto tantissimo. Di lettura non immediata, su più livelli narrativi che non si incastrano mai alla perfezione, mostra la parte più profonda della relazione tra due persone di cui però non ci viene detto quasi niente. Lei artista riciclata gallerista, lui fragile scrittore, sono ormai un lontano ricordo l’uno per l’altro. Lui riemerge dal passato inviandole il manoscritto del suo ultimo libro, “Nocturnal Animals”, dove sublima il suo senso di impotenza maschile in un incubo notturno, una sorta di “Duel” in cui il protagonista si ritrova incapace di proteggere la sua famiglia da una violenza giunta d’improvviso e senza senso.
Secondo me, questo film è un potente ritratto psicologico del senso di inadeguatezza di una persona, raccontato in un modo originale e per nulla didascalico.

Secondo Sara è la storia di uno scrittore che porta parecchio rancore alla ex moglie. Questione di punti di vista, probabilmente entrambi veri.

Comunque, parlo di massimi sistemi per fingere di dimenticare che al Lido stiamo in un appartamento con cinque altre ragazze e che stiamo procrastinando la spesa da due giorni. Credo che tutto ciò finirà come ne Il condominio di Ballard, con noi che arrostiamo piccioni e gabbiani sul terrazzo. In alternativa ci spacchiamo di merendine.
Ma anche qui, aver letto La notte del Drive-In di Lansdale mi insegna che non finisce mai bene.

Niente, ho finito la mia riserva di cultura dedicata ai romanzi inquietanti – in omaggio al film di Tom Ford, naturalmente: come stiamo sul pezzo noi, nessuno. Comunque, i primi segnali di abruttimento si vedono tutti: abbiamo già trafugato alcuni beni di consumo per la casa, come alcune bustine di zucchero nei bar, e…

Ma quello che accade al Lido di Venezia, rimane al Lido di Venezia.

Ah! Dimenticavo che ieri sera ho visto The Bleeder, film godibile quanto dimenticabile dedicato al pugile che ispirò il film Rocky.

Alcune mie compagne di appartamento, molto più cool di me, sono invece andate a vedere la proiezione di Dawn of the Dead di Romero nella nuova Sala Giardino, in versione restaurata, con introduzione di Dario Argento.

Mi devo preoccupare? Probabilmente sì. La Notte del Drive-In era iniziato proprio così.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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