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Vuoi rimorchiare un cinefilo? Ecco i 6 errori da non fare MAI

Congratulazioni: ti piace un cinefilo.

L’amore è cieco e soprattutto richiede tanta pazienza, specie quando la persona su cui abbiamo messo gli occhi ha un’altra passione bruciante a cui dobbiamo contendere la sua attenzione.

I cinefili, poi, sono famosi per essere p̶i̶g̶n̶ei̶n̶ ̶c̶u̶ affezionati alle proprie idee e puntigliosi, al punto da apparire persino devoti a film, attori, registi e saghe. Se sono pure nerd, poi, tutto si complica esponenzialmente.

Per salvare la vostra vita sentimentale, ecco qua un prontuario di mine da NON calpestare ai primi appuntamenti con il/la tuo/a cinefilo/a del cuore.

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1) “Preferisco la nuova saga di Star Wars ai film VECCHI.”

“Dai, gli effetti speciali degli anni ’80 sono ridicoli, meglio adesso”. Ecco, no. NO.
Il fandom di Star Wars, si sa, è uno di quelli dove ci si scanna a prescindere: leggende narrano che si siano creati scismi religiosi pure sul numero preciso di ammaccature del casco di Boba Fett.

Però esistono due dogmi condivisi, inamovibili:

  • La trilogia originale è la migliore.
  • Il film più bello è Episodio V: L’impero colpisce ancora.

Ecco: anche con gli starwarsiani più possibilisti e aperti all’idea di ammettere Guerre Stellari/Una nuova speranza al primo posto pari merito per il suo valore culturale, o concedere alla Disney il beneficio del non perire nel fuoco per il fatto di aver concepito Rogue One, se dici queste due cose non sbagli mai.

Prima dell’uscita della nuova trilogia, questa prima regola in realtà era estesa pure alla saga prequel, che però ora è andata incontro a un’i̶n̶s̶p̶i̶e̶g̶a̶b̶i̶l̶e̶ufficiale rivalutazione: ovviamente non puoi arrivare al punto di affermare che sia migliore della saga originale (ricordati: quello è un dogma, non va discusso), ma se ne parlerai bene è più facile che tu prenda punti che non li perda, adesso.

Vedi tu se vuoi rischiare.

2) Non dire stronzate su Kubrick.

È come De André: trovare qualcuno che non apprezza, almeno per sentito dire, Kubrick, è arduo. Ma al cinefilo medio non basta. Di recente, girava sui social lo screenshot di un incauto che per fare colpo sulla cinesquinzia di turno ha compiuto il madornale errore di abbinare una farraginosa conoscenza della sua filmografia all’atteggiamento edgy-cinico che tanto va di moda (ma qua è malriposto), scrivendo: “Alcuni film di Kubrick sono pallosi, mentre Arancia Meccanica è perfetto perché ridi dall’inizio alla fine”.
Ecco: non dire stronzate simili, o in nessuna forma. Nel dubbio, stacca la spina del cervello e stai zitto/a. Un bel tacere – su Kubrick – non fu mai scritto.

Se entri nel cerchio cinefilo, questo nome non va mai tirato in ballo invano: lo sciupi. Nel caso ti ritrovassi nell’argomento tuo malgrado, perché il tuo cinesquinzio ti sta testando, piuttosto che parlarne con leggerezza ammetti di non conoscere bene il regista se non per fama e anzi, cogli la palla al balzo per proporre al tuo amato di farti da Virgilio nel mondo kubrickiano e guardare TUTTA la sua filmografia insieme.

Vuoi la bicicletta? Ecco, pedala.

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3) Non parlare male di Tarantino.

Se Kubrick per i cinefili è come Dio, Tarantino è il loro Santo Patrono, nonché Profeta.

Anche osare pronunciare l’infida parola, “sopravvalutato”, è ad altissima rischio. Sebbene un cinefilo potrebbe porgere un ramo d’ulivo e ammettere di apprezzare Tarantino per il suo amore per il cinema, ma di preferire i fratelli Coen.

Quale è il nesso? Non è necessario preoccupartene.  Nel dubbio, guarda pure i film dei fratelli Coen.

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4) Non fingere di condividere le passioni estreme del cinefilo se non è vero.

Il cinefilo selvatico è compiaciuto del suo elitarismo e, dunque, ne è pienamente consapevole. Quindi sa quando una cosa che segue è di nicchia e, se fate l’errore di dire “anch’io” per fare colpo, potrebbe interrogarvi, sgamandovi subito. Magari anche in buona fede, perché dopo anni non vede letteralmente l’ora di trovare finalmente qualcuno con cui parlare sei ore di fila della potenza espressiva dell’inclinazione con cui cadono i petali di ciliegio in Yasujiro Ozu. Lui/lei crederà per un istante di aver trovato finalmente la sua anima gemella, questo è vero, ma voi siete prossimi a fare la figura di mer*a della vostra vita, deludendo pure il cinesquinzio come un bambino che non trova i regali promessi sotto l’albero a Natale.

Se volete bene a una persona non gli spezzereste mai il cuore, dunque non fatelo. Siate onesti s̶u̶l̶l̶a̶ ̶v̶o̶s̶t̶r̶a̶ ̶i̶g̶n̶o̶r̶a̶n̶z̶a̶.

Altro consiglio, collegato: evitate di millantare passioni per un certo cinema solo perché sapete che esiste – esempio: non ditevi appassionati di cinema coreano solo perché una volta avete visto Ferro 3. Vi sgama lo stesso.

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5) Non mancate di rispetto al film che vi sta facendo vedere (con tanto amore)

Tradotto,

  • No: giocare col cellulare.
  • No: dormire.
  • No: “vado un secondo in bagno ma non serve che stoppi il film, fallo pure andare”.

(La relazione tra un cinefilo e una persona propensa a dormire di fronte a uno schermo acceso è più contrastata di quella tra Romeo e Giulietta).

I tre punti sopra devastano l’animo di un cinefilo: piuttosto, dopo aver visto tutto il film, dite al partner che vi ha fatto caca’, ma una volta dato il vostro consenso informato a vedere un film con lui/lei, mettetevi degli stecchini nelle palpebre, piuttosto. Lasciate il cellulare nell’altra camera. E per l’amor di Dio: PREGATELO/A di fermare il film se dovete andare in bagno, perché non potete vivere senza sapere cosa succede!

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BONUS: La pandemia finisce, finalmente riaprono le sale! Cosa andiamo a vedere?

“Andiamo al cinema?”

“Ok, cosa vediamo?”

“Boh, andiamo e vediamo quello che c’è.”

Risposta sbagliata. Per un cinefilo, proporre di andare al cinema “per andare al cinema”, normalmente, non esiste. Andare al cinema vuol dire andarci PER un film. A un profano può sembrare una distinzione di lana caprina, ma per il cinefilo non c’è tempo perso in modo peggiore che dedicandolo a un film a caso, che non gli interessa.

Anche se, che dico? Al momento il cinefilo è come un tossico in crisi di astinenza, quindi in questa particolare situazione potrebbe amarvi per la semplice proposta (sebbene, comunque, di nascosto controllerà cosa viene programmato al momento).

Se davvero per te, fiero esponente del pubblico generalista, non fa una grande differenza cosa andrai a vedere e desideri solo una “cinema experience” accanto alla persona che ti piace: lascialo/a scegliere. Ti amerà anche per questo.

Ma, ahimè, non aspettarti che pomicerete nell’ultima fila. Una volta in sala, presterà attenzione al film.

Al massimo verrai premiato/a con un casto, romantico mano nella mano, specie nelle scene in cui avrà bisogno di te come non mai: quando Tony sacrifica la sua vita per salvare l’umanità intera, per esempio.

Come, “chi è Tony?” Vabbè, ciao. Io non tratto con casi disperati.


Vale la pena stare con un cinefilo/a? Di sicuro, se siete disposti a sopportare tutte le sue manie e ritualità pur di stare con lui/lei, una cosa è certa: significa che è vero amore.

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Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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